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Goldman Sachs: il quantitative easing 2 di Draghi ammonterà a 680 miliardi

Il primo "quantitative easing" – dello scorso dicembre – del governatore della Bce, Mario Draghi, ha messo sul piatto delle banche europee 489,1 miliardi di euro. Si rincorrono le voci sul secondo, in programma a fine febbraio. Secondo il Financial Times in questo secondo giro le banche europee potrebbero chiedere in prestito alla Bce (nella formula di un finanziamento a 3 anni al tasso scontato dell'1%, da qui il paragone con i quantitative easing, ovvero le tre misure di allentamento monetario lanciate negli ultimi due anni dalla Federal Reserve statunitense per pompare il sistema finanziario e provare a far ripartire l'economia) anche più di 1.000 miliardi di euro.

Al valzer delle previsioni partecipa anche la banca americana Goldman Sachs secondo cui la nuova richiesta di finanziamenti Bce a condizioni agevolate (quantitative easing 2 in salsa europea) raggiungerà quota 680 miliardi di euro. Lo rileva un sondaggio condotto dall'istituto tra 343 investitori.

Invece. sulla base di un campione di 15 banche interpellate la richiesta potrebbe fermarsi a 562 miliardi. Il totale dei prestiti concessi con le due aste dalla Bce per evitare un credit crunch nell'Eurozona dovrebbe in ogni caso superare di slancio, secondo il sondaggio, i mille miliardi di euro.

Secondo gli investitori consultati da Goldman Sachs il basso costo dei prestiti, l'allargamento delle garanzie che possono essere prestate alla Bce come collaterale e l'assenza di 'marchì negativi per i partecipanti all'operazione di rifinanziamento dovrebbero produrre una richiesta superiore rispetto all'asta di dicembre.