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Enel lancia bond per piccoli risparmiatori italiani. Analisi

La Consob (l'Autorità italiana che vigila sui mercati finanziari) ha autorizzato il nuovo bond di Enel da 1,5 miliardi di euro rivolto ai piccoli risparmiatori italiani (lotto minimo di investimento alla prenotazione di 2mila euro, pari a 2 obbligazioni da 1.000 ciascuna). Il tasso è a scelta (fisso o variabile). Durata 6 anni. Le prenotazioni si possono effettuare da ieri (6 febbraio) fino al 24 febbraio. Il titolo sarà quotato sul MoT (Mercato obbligazionario telematico) il 30 gennaio 2012.

Cerchiamo di capire, analizzando rendimenti, costi e investimenti simili l'appetibilità (finanziaria) o meno delle nuove obbligazioni Enel.

Partiamo dal rendimento. Per la tranche a tasso variabile è dato dalla somma tra l'Euribor a 6 mesi (oggi 1,385%) e uno spread del 3,1%. Quindi ad oggi sarebbe pari 4,485% lordo. Per la tranche a tasso fisso il rendimento è dato dalla somma tra il tasso midswap a 6 anni (oggi 1,749%) e uno spread del 3,1%. Quindi ad oggi sarebbe pari al 4,849% lordo.

Dal 1° gennaio la ritenuta fiscale sulle obbligazioni aziendali è stata portata al 20%. Ciò consegue che il rendimento netto per i bond Enel a tasso variabile sarebbe, alle condizioni di oggi, al 3,588%. Mentre quello per le rispettive tranche a tasso fisso al 3,879%.

Quanto a spese e commissioni, per chi si prenota entro il 24 febbraio, non ci sono. Quindi i rendimenti netti restano quelli sopra indicati.

Si tratta di titoli che hanno una durata di 6 anni. Il che significa che offriranno questi rendimenti per più anni ma che, allo stesso tempo, chi voglia liquidarli prima della scadenza potrebbe vedersi eroso il rendimento nel caso il prezzo del titolo sul mercato sia inferiore a quello di rimborso (100).

Non è detto che lo sia. Ad esempio, controllando l'andamento sul mercato secondario dei bond Enel con scadenza analoga (2018) con codice Isin: XS0170343247, notiamo che in questo momento il prezzo è superiore (102, 48).

Il confronto con altre forme di investimento

Enel ha richiesto l’attribuzione del rating alle obbligazioni, che sarà reso noto al pubblico
mediante un apposito comunicato stampa. Intanto il rating, giudizio di solvibilità, della società Enel è al momento A- (secondo le agenzie Standard and Poor's e Fitch) e A2 secondo Moody's (ecco la tabella dei rating di Enel). Superiore al rating del Paese Italia, recentemente declassato a tripla B.

Per un confronto su altre forme di investimento si può partire dai BTp a 6 anni (anche se in questo momento, stando ai rating, contemplano "paradossalmente" un livello di rischio superiore a quello di Enel). In ogni caso, i BTp in scadenza nel 2018 quotati oggi sul mercato secondario (codice Isin IT0004361041) offrono un rendimento netto del 4,181% (quindi superiore al bond di Enel, sia nella veste a tasso fisso che a tasso variabile).

E poi ci sono i conti di deposito. E' vero che non esistono conti di deposito con vincolo a 6 anni, quindi è impossibile effettuare un confronto realmente ponderato. Il confronto può essere ridotto solo al rendimento garantito nei prossimi 2 anni. In questo lasso di tempo però, il bond Enel, perderebbe il confronto con Banca Sistema (Sì Conto) che con vincolo a 2 anni offre un rendimento del 5,2% lordo (4,16% netto). E perderebbe il confronto anche con Banca Ifis (Conto Rendimax, 5,1% lordo, ovvero 4,08%). Anche in questo caso, però, Enel vince il confronto sulla solvibilità potenziale dato l'ultimo rating attribuito da Fitch a Banca Ifis è BBB-, quindi inferiore a quello di Enel.

A vantaggio dei conti di deposito c'è però la garanzia, fino a 100.000 euro, del fondo interbancario di tutela dei depositi.

Insomma la sfida è aperta. Gli strumenti, di rischio e rendimento, sono sotto gli occhi di tutti.