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Ecco la lista dei 38 rischi della quotazione di Facebook. Senza contare il fattore G

Facebook è vicina allo sbarco in a Wall Street. Secondo il prospetto presentato alla Sec (la Consob degli Stati Uniti) il più potente social network del pianeta (845 milioni di utenti mensili attivi al 31 dicembre 2011) offrirà al mercato azioni per 5 miliardi di dollari. L'Ipo di Facebook (Initital public offering, offerta pubblica di vendita) dovrebbe essere fissata tra fine maggio e giugno.

Di alcuni dettagli abbiamo già parlato. Adesso concentriamoci sui fattori di rischio relativi a un investimento nelle azioni A di Facebook (quelle che saranno quotate), indicati nel prospetto.

Ecco la lista dei 38 rischi della quotazione di Facebook che potrebbero danneggiare il business:

1) Se non riusciremo a mantenere gli utenti esistenti o aggiungere nuovi utenti, o se i nostri utenti diminuiranno la lora attività su Facebook

2) Generiamo la maggioranza del fatturato dalla pubblicità. La perdita di inserzionisti, o la riduzione degli investimenti degli inserzionisti in Facebook

3) La crescita nell'uso di Facebook attraverso la telefonia mobile, dove attualmente non visualizzano annunci pubblicitari, come un sostituto del personal computer

4) La crescita degli utenti Facebook su dispositivi mobili dipenderà dall'efficace funzionamento di sistemi operativi mobili, reti e standard che non controlliamo

5) Potremmo non avere successo negli sforzi per crescere e monetizzare ulteriormente la piattaforma Facebook

6) La nostra azienda è altamente competitiva. La concorrenza costituisce una minaccia costante per il successo del nostro business

7) L'azione dei governi per limitare l'accesso a Facebook nei loro Paesi

8) I nostri sforzi per espandere la piattaforma di Facebook possono portare gli utenti a impegnarsi sempre più nello sviluppo della piattaforma dei siti web, riducendo l'attività su Facebook

9) I nostri nuovi prodotti e le modifiche ai prodotti esistenti potrebbero non attrarre o trattenere gli utenti

10) La nostra cultura enfatizza l'innovazione rapida e dà priorità all'attività degli utenti: da questo dipendono i risultati finanziari a breve termine

11) Se non siamo in grado di mantenere e rafforzare il nostro marchio, o se si verificano eventi che danneggiano la nostra reputazione e il marchio, la nostra capacità di espandere la nostra base di utenti, sviluppatori e inserzionisti può essere compromessa

12) L'accesso improprio o la divulgazione di informazioni dei nostri utenti potrebbe danneggiare la nostra reputazione e influire negativamente sulla nostra attività

13) Una sfavorevole copertura mediatica può influire negativamente sul nostro business

14) I nostri risultati finanziari variano da trimestre a trimestre; fattore che li rende difficili da prevedere

15) Al momento generiamo una quota significativa del fatturato dalla partnership con Zynga e se non siamo in grado di mantenere questo rapporto con successo, i nostri risultati finanziari potrebbero essere danneggiati

16) Ci aspettiamo che i nostri tassi di crescita si ridurranno in futuro

17) La nostra attività è soggetta al complesso e in evoluzione quadro di normativo statunitense e straniero in materia di privacy, protezione dei dati e altre questioni. Molte di queste leggi e regolamenti sono soggetti a modifiche e interpretazione incerta, e potrebbero portare a rivendicazioni e spingerci a modificare le procedure aziendali comportando un aumento dei costi delle operazioni, un calo della crescita degli utenti e della loro attività su Facebook

18) Siamo stati oggetto di indagini normative e ci aspettiamo di continuare ad essere oggetto di procedimenti analoghi in futuro, che potrebbero portarci a sostenere costi ingenti o imporci cambiare le nostre pratiche di business

19) Se non siamo in grado di proteggere la nostra proprietà intellettuale, il valore del nostro marchio e le altre attività immateriali possono diminuire

20) Siamo attualmente, e ci  aspettiamo di esserlo in futuro, parte di cause brevettuali e altri diritti di proprietà intellettuale dei sinistri

21) Siamo coinvolti in numerose class action e contenziosi

22) Il nostro ceo (Mark Zuckerberg, ndr)  ha il controllo su deisioni chiave in forza del suo controllo della maggioranza del nostro diritto di voto (56,8%, ndr)

23) Anticipiamo che sosterremo elevati costi fiscali a seguito dell'offerta pubblica di vendita dovuti alla regolamentazione RSU

24) Non possiamo essere certi di ricevere ulteriori finanziamenti a condizioni ragionevoli e, di riceverli

25) I costi possono crescere più rapidamente del fatturato

26) Il nostro business dipende dalla capacità di mantenere e scalare la nostra infrastruttura tecnica, e qualsiasi problema significativo del servizio potrebbe danneggiare la reputazione, generando una perdita potenziale di utenti

27) Abbiamo recentemente iniziato a costruire parti fondamentali della nostra infrastruttura tecnica e, a causa della nostra limitata esperienza in questo settore, abbiamo potuto sperimentare difficoltà impreviste

28) Il nostro software è altamente sofisticato, e se contiene errori non rilevati, la nostra attività potrebbe essere compromessa

29) Non possiamo assicurare che gestiremo in modo efficace la nostra crescita

30) La perdita di uno o più dipendenti chiave, e l'incapacità di attrarre personale altamente qualificato

31) Potremmo incorrere in responsabilità a seguito di informazioni recuperate da o trasmesse via Internet o inviato a Facebook  relative ai nostri prodotti

32) Malware, virus, attacchi di hacker e phishing, spamming potrebbero danneggiare la nostra attività e risultati delle operazioni

33) Le operazioni di pagamento sulla piattaforma Facebook possono essere soggette a ulteriori requisiti normativi che potrebbero comportare costi e difficoltà

34) Abbiamo intenzione di continuare ad espandere le nostre attività all'estero, dove abbiamo una limitata esperienza di esercizio

35) Abbiamo intenzione di continuare a fare acquisizioni, che potrebbero richiedere l'attenzione del management, interrompere la nostra attività, causando una diluizione per i nostri azionisti e influenzando negativamente i risultati economici

36) In caso di default delle nostre obbligazioni, l'attività potrà essere interrotta

37) Potremmo avere un'esposizione alle passività fiscali maggiore del previsto

38) L'emanazione della normativa sulla nuova tassazione negli Stati Uniti di attività commerciali internazionali o l'adozione di altre politiche di riforma fiscale potrebbero indebolire la nostra posizione finanziaria

A questo punto, qualche commento.

Al di là dei rischi generici legati a qualsiasi attività d'impresa, Facebook presenta rischi peculiari legati alla privacy, alla scarsa frammentazione del fatturato e del diritto di voto (il fondatore e ceo Zuckerberg ha più del 50% del diritto di voto, così come una buona parte del fatturato arriva da pochi operatori, fra cui il produttore di videogiochi online Zynga). E poi c'è il fattore G.

A queste due macrocategorie di rischio (privacy e scarsa frammentazione del fatturato e del diritto di voto) si aggiunge, infatti, un'altra classe di rischio: la telefonia. Il fatturato che Facebook genera dalle applicazioni mobili è "poco rilevante". Mentre è fortissima la dipendenza da altri operatori che operano nel settore. Su tutti Google che proprio sul mobile sta costruendo la sua strategia futura di business. Un business – che come Facebook ci si insegna – prezza profilate banche dati di utenti come oro. Perché, meglio profilate sono, più la pubblicità offerta attraverso le proprie piattaforme ha chance di andare a bersaglio.

Non è un caso quindi se, oltre al sistema operativo Android il più potente motore del web sta cercando di potenziare la propria banca dati con i cellulari degli utenti (chiedendoli ciclicamente e facoltatimente ai vecchi utenti gmail, e praticamente obbligatoriamente ai nuovi internauti che vogliono aprire una casella di posta elettronica gmail). In questo modo, oltre a conoscere i nostri gusti, sarà in grado di sapere anche dove siamo. E quindi di alzare la qualità e il prezzo delle proprie inserzioni. Facebook, con la sua attuale debolezza nel settore mobile, non potrà non tenere conto di questo decisivo passaggio del business online.