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La Grecia pubblica online la lista nera degli oltre 4mila evasori. Ci sarà un contagio in Italia?

La Grecia ha bisogno di soldi. Aiuti freschi per saldare i 14,4 miliardi di bond che scadono il 20 marzo. E poi altri ancora per ridurre il debito di 350 miliardi di euro, impagabile per uno stato che viaggia in recessione da 5 anni consecutivi, con un deficit/Pil del 10% e un'economia imballata dall'austerity che le istituzioni europee le stanno imponendo.

Nelle varie misure d'austerity – a cui sono condizionati gli aiuti Fmi-Ue-Bce – sono passati licenziamenti di massa di dipendenti pubblici, tagli salariali, ulteriori imposte sui consumi. Così, è davvero difficile uscire dalla recessione e innescare un circolo virtuoso di crescita. Ma questa è una storia che già conosciamo, così come quella che la Grecia – che ha poi contagiato gli spread degli altri Paesi perferici (non triple A) d'Europa, fra cui l'Italia – non avrebbe mai dovuto entrare nell'euro.

Ma l'austerity greca non si è fermata a tagli agli stipendi, licenziamenti, imposte sui consumi. Si è estesa – per contrastare l'evasione fiscale – alla pubblicazione della lista nera degli evasori. Da oggi sul sito Internet del ministero delle Finanze di  Atene è scaricabile un documento di 170 pagine contenente  l'elenco di 4.152 evasori fiscali greci,  che complessivamente devono allo Stato 15 miliardi. Un importo molto vicino ai 14,4 miliardi di cui Atene ha bisogno per saldare i bond in scadenza fra due mesi.

L'idea è quella di punire doppiamente i colpevoli e fare in modo che la gogna mediatica agisca da deterrente per scoraggiare il fenomeno dell'evasione.

Se guardiamo all'Italia, notiamo che pure ha avviato un rigoroso percorso di austerità sui conti pubblici. Tre manovre restrittive (due di Tremonti) e una di Monti dall'estate 2011 ad oggi sono un record, in termini di austerity, per il nostro Paese. Allo stesso tempo, non c'è ad oggi la sicurezza che i piani di austerity possano bastare per riottenere la fiducia dei mercati. Perché gli spread stanno sì scendendo (425) ma non possiamo ancora tirare un sospiro di sollievo perché viaggiano in ogni caso stabilmente su soglie che appena un anno fa sarebbero state definite allarmanti. Di questo passo, di austerity in austerity, ci sarà un nuovo contagio in Italia (dopo quello sugli spread) con la pubblicazione della "lista nera degli evasori"?

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