Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Le banche taglieranno i tassi sui conti di deposito?

Conti di deposito e BoT ci hanno abituato a una costante sfida sui rendimenti negli ultimi anni. Non è un caso che da settembre 2011 – da quando i tassi sui titoli di Stato a breve sono aumentati in concomitanza della crescita delle tensioni sull'Eurozona e sulla sostenibilità del debito pubblico italiano - le più grandi banche operanti in Italia si sono affrettati a ritoccare al rialzo i tassi sui conti di deposito. Con rendimenti che hanno superato anche la soglia del 5% (in questo caso specifico vincolando però il capitale per 24 mesi).

Forti remunerazioni – ampiamente distanti dal tasso Bce attualmente all'1% – sono il termometro del fatto che gli istituti di credito hanno, in questo momento più che in altri, un forte bisogno di liquidità. E quindi sono disposti a chiedere somme alle famiglie accettando di pagare tassi elevati, ma certamente inferiori a quelli che sono in molti casi i costi di raccolta nel mercato interbancario (fortunatamente per chi ha un mutuo a tasso variabile, non riflessi negli indici Euribor).

Detto ciò, nel frattempo qualcosa sta evolvendo. Il 21 dicembre la Banca centrale europa – nell'ambito delle manovre convenzionali di politica monetaria a sua disposizione – ha effettuato un maxi-prestito alle banche europee per complessivi 489,1 miliardi di euro. Un prestito triennale al tasso sotto-costo dell'1%.

Operazione che è piaciuta ai mercati e agli operatori finanziari. Una boccata d'ossigeno per un settore nuovamente in panne, dopo le difficoltà post-Lehman di fine 2008. Operazione che ha avuto subito un forte effetto sui mercati finanziari. Quello di far scendere i rendimenti dei titoli di Stato sulla curva breve, ovvero da 1 a 3 anni. Tanto che oggi i BoT a 12 mesi venduti sul mercato secondario offrono un rendimento netto del 2,3% (dopo essere crollati in asta sul mercato secondario) quando avevano superato addirittura il 6% prima del maxi-prestito ideato dal nuovo governatore della Bce, Mario Draghi.

La discesa dei rendimenti sulla breve scadenza potrebbe proseguire in vista della nuova ondata di prestiti al tasso agevolato dell'1%, in programma a fine febbraio. Non ci sono indicazioni ufficiali: ma si ipotizza che questa volta la Bce possa mettere a disposizione delle banche europe anche 1.000 miliardi di euro.

A questo punto: la domanda è d'obbligo. Quale strategia adotteranno le banche nei confronti dei conti di deposito? Continueranno ad offirire tassi a 12 mesi tra il 4 e il 5% (cui applicare una ritenuta fiscale che da gennaio 2012 è scesa dal 27% al 20%) oppure si adegueranno al rendimento dei BoT che in questo momento, come raramente è accaduto, perdono nettamente il duello con i conti di deposito?

www.twitter.com/vitolops