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I mercati snobbano le agenzie di rating. Ma per motivi tecnici i downgrade possono pesare sui BTp

S&Poor's, una delle tre sorelle statunitensi del rating, venerdì ha escluso la Francia dal club della Tripla A. La decisione - vista dal lato transalpino – è stata ovattata dal congiunto downgrade ad altri otto Paesi dell'Eurozona. Italia complesa che adesso è ufficialmente entrata nel club di Serie B (BBB+) anche secondo i giudici del rating degli Stati Uniti (l'agenzia di rating cinese Dagong aveva collocato l'Italia in questa fascia già a dicembre).

La decisione di S&Poor's di depotenziare mezza Europa in questo momento intenso, tra austerity e impegni corali a modificare il Trattato dell'Ue, è stata fortemente criticata dai principali esponenti della classe euro-politica. La Merkel ha invece minimizzato: "Italia e Spagna riusciranno a convincere i mercati". Una frase che, però, rischia di suonare come quella di un amico che dopo aver vinto un derby dice all'amico che ha perso: "Dai, la prossima volta vi rifarete". Perché, come più volte indicato nei post di questo blog, c'è la netta sensazione – corroborata peraltro da lampanti numeri – che la Germania, perlomeno nel breve periodo, stia guadagnando da questa crisi, per tre motivi: paga tassi sul proprio debito a sconto (sottozero a livello reale), cresce il suo peso politico nei rapporti internazionali; si sta rafforzando la competitività delle imprese tedesche rispetto alle sorelle dell'Eurozona. In questo senso, viaggia nella stessa direzione di Inghilterra e Stati Uniti.

La decisione di S&Poor's ha subito però una bastonata sui mercati finanziari. Primo perché dopo un'apertura in rosso e con spread in rialzo (probabilmente per effetto speculativo) i mercati azionari e obbligazionari hanno poi risposto con calma piatta dimostrando indifferenza al massiccio taglio di rating.

E qui il secondo punto: l'indifferenza di fondo è proseguita anche dopo che Moody's, altra agenzia di rating statunitense, questa mattina ha confermato  il giudizio Tripla A per la Francia, prendendo le distanze in modo netto a sole 24 ore (finanziarie) dal giudizio della concorrente S&Poor's. Per dirla tutta anche Fitch, la terza agenzia statunitense, nei giorni scorsi ha indicato che la Francia è da Tripla A, almeno fino al 2012. Pareri discordanti – pur avendo gli analisti finanziari gli stessi documenti da mettere al vaglio prima di esprimere il giudizio di solvibilità (rating) – che evidenziano come mai in questo momento i rating siano nel pallone.

E' vero, i mercati quindi hanno snobbato i report delle agenzie di rating. C'è però un motivo di preoccupazione in più per i BTp italiani, in conseguenza della bocciatura all'Italia di S&Poor's a BBB+.

Alcuni fondi e investitori istituzionali per statuto non possono infatti investire in titoli con rating inferiore alla A. Come conferma Alessandro Giansanti di Ing: "Il taglio del rating italiano a BBB+ ridurrà definitivamente la base di investitori sui bond del Paese". L'Italia avrà quindi bisogno di "un forte spostamento verso investitori interni o sarà molto difficile per il Paese continuare a emettere lo stesso ammontare di bond".

Non è quindi un caso se oggi – secondo quanto rileva Bloomberg – la Banca centrale europea sarebbe intervenuta massicciamente sui mercati per acquistare BTp italiani e Bonos spagnoli, raffreddando gli spread.

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