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Il paradosso dello spread tra BTp e Bund

I mercati finanziari dovrebbero rappresentare un'intelligenza collettiva perfetta. Ma in questo momento sembrano in preda a un deragliamento pieno di paradossi. Come può non essere considerato tale, infatti, il fatto che in occasione dell'aumento di capitale UniCredit valga in Borsa meno della sua controllata polacca? Oppure che Banco Santander - l'istituto spagnolo che secondo l'European banking authority deve trovare al più presto 15 miliardi di euro per riequilibrare il patrimonio – valga in Borsa più delle prime cinque banche italiane?

E' talmente semplice in questo momento pescare nel campo dei paradossi: ovunque si pone lo sguardo si notano delle perplessità nel raffronto delle valutazioni che i mercati danno di asset correlati.

Tralasciando gli esempi sul mercato azionario, spostiamoci per un secondo sul mercato obbligazionario. Spostiamoci al famigerato spread tra BTp e Bund. Come può essere possibile che fra i bond a 10 anni di Italia e Germania ci siano più di 500 punti base (ovvero i titoli itailani pagano interessi più cari del 5% rispetto ai governativi tedeschi) quando un'eventuale uscita dall'euro causerebbe – come ricordato da uno studio di Confindustria – anche un default della Germania? Con un ritorno ciascuno alla propria valuta, infatti, la Germania perderebbe il suo punto di forza (le esportazioni) per effetto di una immediata sopravvalutazione del marco.

Insomma, se due Paesi (pur con valori patrimoniali differenti) sono sulla stessa barca (euro) con i medesimi rischi (default) che senso ha che il mercato esprima valutazioni e rendimenti (e quindi livelli di rischio) così distanti?

www.twitter.com/vitolops

  • Paco |

    quoto Luigi, ma correggo: l’economia puo’ essere pensata una scienza, di certo non lo e’ LA FINANZA, con tutti i suoi fraudolenti arzigogoli. Quella si’ che e’ di fatto un gioco delle tre carte, e per di piu’ con dei bari al banco.
    Scommesse su scommesse di guadagni, possibilita’ palesi di guadagnare dalle perdite, inside trading come pratica diffusa a tutti i livelli, persino quello istituzionale, e mille altre amenita’ simili…
    Poi sulla liberta’ del mercato potremmo filosofare a lungo… liberta’ e’ assenza di regole? Regole ma assenza di controlli? O controlli con bilance differenti? Controlli e regole in mano agli stessi giocatori (alcuni), e per di piu’ spesso sfumate, o modificabili alla bisogna?
    Non puo’ essere certo questo un mercato come “intelligenza collettiva perfetta”… vien da sorridere (amaramente)!
    Con questo stato delle cose, dobbiamo stupirci che non sia gia’ saltato tutto all’aria da tempo!

  • luigi |

    Perche’ l’economia non e’ una scienza ma somiglia piuttosto al gioco d’azzardo truccato. E anche il libero mercato e’ una bufala. Ecco perche’.

  • claudio |

    Semplicemente perche’ americani ed inglesi stano accanendosi control’Italia con speculazioni assurde ed i fondi italiani non si decidono ad intervenire anche per tutelare gli interessi dei risparmiatori.

  • Lorenzo |

    Sono le leggi del mercato bellezza:)

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