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Battute le stime: il quantitative easing di Draghi è di 490 miliardi di euro

Meglio delle previsioni. E delle stime delle stime. I dati ufficiali sull'operazione Ltro indicano che  il prestito della Bce alle banche europee è ammontato pari a 489,1 miliardi di euro (in mattinata molti analisti si erano sbilanciati fino a 310 miliardi). Prestito – attraverso pronti contro termine – all'1%, garantito anche da titoli di Stato periferici (e questa e la grande novità del quantitative easing in salsa europea orchestrata da Mario Draghi). Hanno partecipato alla maxi asta 523 banche.

Come funziona? Le banche hanno chiesto capitali in prestito all'1% – di molto inferiore agli attuali costi di raccolta sul mercato interbancario – fornendo come collaterale anche titoli di Stato periferici (in passato non accettati dalla Bce come garanzia). Ciò spiega la riduzione degli spread obbligazionari negli ultimi giorni. Che dovrebbe proseguire dato che ci si aspetta, inoltre, che una buona parte di questi fondi venga utilizzata proprio per acquistare titoli di Stato. In questo modo la Bce dovrebbe raggiungere il doppio obiettivo per provare a dare una sterzata alla crisi: 

– ridare liquidità alle banche

– ridurre gli spread sul mercato obbligazionario

La bella idea di Draghi si configura come una sorta di quantitative easing in salsa europea, un'escamotage finanziario che permette (in parte) di bypassare i limiti delle funzioni della Bce nel fornire garanzie ai mercati come prestatore di ultima istanza.

www.twitter.com/vitolops

  • Gigi |

    Bella operazione!!! le banche non stanno dando dando liquidita alle imprese ma stanno comprando titoli di stato al 7%.
    e come se io prestassi alla banca i miei soldi al 1% per dopo farmeli prestare da loro al 7% quindi la banca senza metterci niente di suo mi spilla il 7% netto per ridarmi i miei soldi. Bravi! E nessuno si indigna…

  • Mario Cotta |

    E’ quello che ci si augura. Lo ha anche detto nei giorni scorsi l’ad di UniCredit Ghizzoni. La speranza è che nel 2012 molte imprese non sia costrette a chiudere a causa della chiusura dei rubinetti delle banche.

  • Cicco |

    L’obbiettivo di questa operazione è anche quello di far si che le banche comincino a dare di nuovo credito alle imprese, in modo da dare respiro ad un sistema al collasso. Bisogna far ripartire l’economia reale, quella che produce reale ricchezza e che da lavoro.

  • Maximiliano Travagli |

    Ci auguriamo che grazie a questa nuova iniezione di liquidità si possa tornare a trovare sul mercato dei mutui con spread decisamente più bassi rispetto a quelli proposti attualmente da tutte le banche che operano sul territorio italiano. Se questa situazione dovesse perdurare per tutto il primo trimestre 2012, noi di http://www.settorefinanza.com siamo convinti che si potrebbe registrare un nuovo crollo del mercato immobiliare con ribassi dei prezzi nel prossimo anno fino al 20%.

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