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Il regalo di Natale per le banche si chiama Ltro. Ma cos’è?

Mercoledì è in programma il Ltro. Sta crescendo l'interesse degli operatori e dei media verso questo acronicmo da cui, pare, dipendono le sorti di breve periodo di banche (e quindi delle Borse mondiali banco-dipendenti, con Piazza Affari in prima linea dove il peso dei titoli del credito incide per oltre il 20% del paniere).

Ma cosa vuol dire Ltro? E' un acronimo che sta per Long term refinancing operation. Una nuova mossa straordinaria annunciata dalla Banca centrale europea (dal 1 novembre guidata da Mario Draghi) per sostenere gli istituti di credito, ripiombati dopo tre anni di doping finanziario agli stessi livelli (se non peggiori) di crisi di liquidità del 2008 (in scia alla crisi subprime e al collasso di Lehman Brothers).

Quello che andrà in scena mercoledì sarà un Ltro a 3 anni in cui la Banca centrale europea presterà soldi all'1% agli istituti di credito dell'Unione.  Di che importi stiamo parlando?

Secondo gli analisti di UniCredit l'operazione di rifinanziamento (Ltro) a 3 anni prevista per mercoledì dovrebbe vedere una domanda totale "compresa tra i 255 e i 285 miliardi euro".

Secondo gli analisti le banche europee hanno bisogno di rifinanziare 230 miliardi nel primo trimestre 2012. L'operazione Ltro consentirebbe di allungare la scadenza del funding (raccolta) a livelli poco costosi.

L'operazione dovrebbe permettere agli istituti europei "di affrontare i propri problemi di liquidità, limitare la necessità di un deleverage (disinvestimenti per ridurre la leva finanziaria a cui è esposto il capitale proprio, consideata una delle principali cause degli attuali ribassi finanziari) e sostenere la propria capacità di fornire credito alle imprese.

Un prestito a 3 anni all'1% è certamente un'opzione straordinaria soprattutto se si considera che alcune banche europee (italiane in primis) sono costrette a pagare tra i 600 e gli 800 punti base in questa fase per avere soldi sul mercato interbancario. 

Non a caso, la curva dei rendimenti dei BTp (nei giorni scorsi invertita, ovvero le scadenze brevi rendevano più di quelle lunghe per effetto del maggior rischio di una ristrutturazione del debito a breve che non a lungo) sta ritornando a livelli "più normali". Oggi lo spread tra BTp e Bund a 2 anni viaggia a 489 punti base mentre sulla scadenza a 10 anni è intorno a 510 punti.

Il Ltro potenzia in parte il ruolo della Bce, penalizzata indubbiamente in questa crisi – che secondo non pochi sta assumendo i contorni di una guerra finanziaria tra assetti di potere mondiali in cui le funzioni delle rispettive banche centrali assumono un ruolo determinante – dal fatto di non avere le stesse armi (possibilità di stampare moneta) a disposizione di altre grandi banche centrali (Federal Reserve statunitense, Bank of Japan, Banca centrale svizzera, Bank of England, ecc.)

www.twitter.com/vitolops 

  • Luigi |

    Siamo purtroppo, ancora nelle mani della Merkel,che approfitta della crisi per specularci sopra.
    Il presidente del consiglio Monti, con il rigore delle manovre messe in atto e dell’autorevolezza che ha sempred avuto in Europa,ora insieme a Sarkozy potranno fare pressioni sui governi europei, perchè la Merkel capisca e acconsenta di emettere Eurobond per finanziare gli stati a basso costo e di conseguenza favorirne la ripresa.
    Un primo passo per l’Europa unita e la caduta degli egoismi nazionali.

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