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Bce: stampa che ti passa! La Germania non ha più scelta

La Germania deve fare un passo indietro. E' vero che le soluzioni Eurobond+potenziamento della Bce (con funzione di stampare moneta al pari delle altre grandi banche centrali dei big) costerebbero un sacrificio alla Germania che ingloberebbe nel proprio bilancio il rischio Paese di altri Stati (dato che una Bce-tesoriera di fronte a Stati potenzialmente insolventi comporterebbe un maggiore esborso effettivo di capitali per la Germania, porto sicuro di Eurolandia in questo momento).

Ma è anche vero che, con questo atteggiamento di "nein" ad oltranza rischia di sgretolare l'euro a furia di miliardi mandati in fumo in interessi da pagare sul debito pubblico (pagati da Italia, Spagna, Francia senza dimenticare Grecia, Portogallo e Irlanda). Lo ha detto anche questa mattina l'agenzia di rating Moody's.

Per la Germania il danno di inglobare il rischio Paese di altri Stati dotando la Bce di funzioni di tesoreria (come la Federal Reserve) sarebbe inferiore a quello di uno sgretolamento dall'euro che, tra gli effetti a spirale, comporterebbe un rafforzamento del marco e un indebolimento delle esportazioni tedesche, valore aggiunto per la prima economia europea.

Se la Merkel non lo capirà da sola, probabilmente glielo faranno capire i mercati portando in su il rendimento dei Bund (e paradossalmente vanificando gli spread in un contagio finale),  che mai come in questo momento stanno dimostrando di essere una super-cinica intelligenza collettiva al netto di una componente speculativa.

Quando è fallita la California, gli Stati Uniti l'hanno salvata senza battere ciglio. Ora: è' vero che la Grecia è fallita e che di ellenico dalle parti di Francoforte c'è solo qualche ristorante. Ma un'unione non può essere fatta solo di pro. E questo la Germania dovrebbe saperlo.

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