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Il problema dell’Italia? It’s to big to fail, to big to save”

Spread BTp-Bund al picco di 575 punti. BoT a 12 mesi al 7%. Titoli biennali al 7,5%, oltre il 7,48% dei decennali (inversione della curva dei rendimenti). In questa nuova giornata di passione i mercati finanziari aggiungono nuovi paradossi sul caso-Italia, ormai al centro delle attenzioni degli investitori globali. Piazza Affari ha chiuso con un ribasso del 3,78%, dopo essere arrivata a cedere il 5%, recuperando qualcosina nel finale dopo le parole del presidente Giorgio Napolitano («a breve nuovo Governo o voto»). Il peggior titolo è stato Mediaset(-12,04%) riaperto alle contrattazioni dopo una sospensione per eccesso di ribasso.

Il tutto all'indomani dell'annuncio delle dimissioni del presidente del Consiglio Berlusconi dopo l'approvazione della legge di stabilità. Una decisione malvista dagli investitori che spingono su un nuovo governo che immediatamente vari riforme strutturali capaci di incidere profondamente sul debito pubblico.

In serata l'indicazione di una possibile svolta, dopo la nomina a senatore a vita di Mario Monti (che automaticamente transita da una condizione tecnica a una politica). L'augurio è che il nuovo governo (probabilmente in arrivo nelle prossime ore) riesca a risolvere l'empasse in cui è sprofondata l'Italia: Paese troppo grande per fallire ma anche per essere salvato.