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I mercati chiedono un Governo tecnico per l’Italia

Provando a leggere dietro le cifre impazzite sfornate oggi dai mercati finanziari (Borse a picco e spread BTp-Bund a 450, i massimi dai tempi dell'euro) emergono le seguenti indicazioni

– La Grecia prova disperatamente a sganciarsi dalle rigidissime misure d'austerity imposte dalla Troika (Ue-Bce-Fmi) in cambio dei piani di salvataggio. In che modo? Attraverso un referendum con cui può volontariamente scegliere di uscire dall'euro e quindi fallire;

– A quel punto si potrebbe aprire una fase di incertezza che dovrebbe portare i politici europei a riscrivere il Trattato dell'Unione europea (dove non è contemplato che un Paese membro si faccia da parte). In occasione della riscrittura potrebbero essere apportati ulteriori miglioramenti a un Trattato che ha dimostrato in più occasioni di essere incompleto e farraginoso;

– Con la Grecia fuori dall'euro anche altri Paesi, se non rispetteranno strutturalmente i vincoli (vecchi e nuovi) imposti dall'Ue, potrebbero uscire dall'Unione europea. Fra questi rischia anche l'Italia, in questo momento l'anello debole dell'Ue proprio perché dopo due manovre estive e una lettera di promesse inviate dal premier Silvio Berlusconi a Bruxelles, non sono state varate le misure richieste dall'Ue per abbattere il debito pubblico e rilanciare la crescita economica in modo strutturale;

– Per questo motivo, in Italia potrebbe arrivare un Governo tecnico, l'unica soluzione (preferibile sia all'attuale maggioranza che a quella di un'eventuale ritorno delle forze di sinistra) in grado di provare a ridare credibilità economico-finanziaria al Paese. Un Governo tecnico, in salsa Giuliano Amato 1992, capace di compiere riforme strutturali (su pensioni e lavoro) che l'attuale Governo (e quello di altre eventuali compagini alternative) non sono/sarebbero in grado di compiere a causa dell'impatto naturalmente impopolare delle stesse.

– L'annuncio di un Governo tecnico potrebbe dare un po' di ossigeno alle Borse (con un rimbalzo) e al mercato obbligazionario (con un allentamento degli spread fra i titoli di Stato). I mercati darebbero qualche mese di tempo al nuovo Governo per riportare il Paese solidamente in careggiata per un riequilibro dei conti attraverso riforme strutturali.

Insomma, leggendo l'algoritmo dei mercati di oggi la conclusione sembra chiara: non c'è, a questo punto, alternativa a un Governo tecnico in Italia.