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I conti di deposito si spingono fino al 4,8%

Le banche hanno bisogno di liquidità, in questa fase, come o più che nel 2008 dopo gli scossoni successivi al fallimento di Lehman Brothers e alla crisi subprime. Un dato di fatto ormai evidente. Sia per gli aumenti di capitale effettuati quest'anno (all'appello tra i big manca solo quello di UniCredit) che per le iniezioni che dovranno essere fatte nei prossimi mesi, a livello europeo, come confermato dai vertici dell'Ue che stanno in questi giorni cercando, appunto, di trovare una soluzione concertata per favorire la ricapitalizzazione delle banche e per risolvere in via definitiva la crisi dei debiti sovrani.

Il dato di fatto non cambia: le banche hanno bisogno di liquidità. E per farlo sono disposte a mettere sul piatto tassi di interesse nettamente superiori al costo del denaro che, in questo momento, si attesta all'1,5% (ultimo tasso di riferimento fissato dalla Banca centrale europea a luglio).

Da giorni gli istituti storicamente più aggressivi nelle remunerazioni delle giacenze (Ing direct, webank, iwbank, chebanca, ecc.) stanno alzando i tassi che offrono ai clienti che vincolo i risparmi per un tot di tempo. E' una sorta di asta al rialzo. Chi offre di più? Dallo scorso fine settimana Banca Ifis con il conto Rendimax ha scalzato dal primo posto Banca Sistema Sì Conto offrendo il 4,8% su somme vincolate per 24 mesi contro il 4,75% di Banca Sistema per somme per uguale vincolo.

Non è da escludere, di questo passo, ulteriori rintocchi verso l'alto dei tassi offerti.