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Le Borse aspettano l’annuncio della leva sul fondo salva-Stati

In questi giorni i 17 Paesi dell'Eurozona stanno votando per approvare il potenziamento del fondo salva-Stati, secondo quanto ratificato dal Consiglio dell'Ecofin il 21 luglio scorso (è necessario il consenso di tutti i Paesi). Un potenziamento finanziario (da 250 a 440 miliardi di euro) e di intervento. Oltre

1) ad aiutare gli Stati in difficoltà finanziandosi attraverso l'emissione di bond rating tripla A (finora sono stati emessi tre bond, due operazioni in favore del Portogallo e una in favore dell'Irlanda) questo fondo dovrebbe

2) poter acquistare titoli di Stato dei Paesi dell'Eurozona sul mercato secondario per raffreddare i rendimenti e, di conseguenza, lo spread con il Bund tedesco, in questo momento considerato il titolo più affidabile dell'Eurozona. In pratica il fondo salva-Stati rimpiazzerebbe il ruolo finora avuto dalla Bce che dall'11 agosto ha iniziato a comprare BTp italiani e Bonos spagnoli sul mercato secondario (non senza polemiche, è per questo motivo che si è dimesso dal direttivo Jurgen Stark).

3) Ma non finisce qui il fondo salva-Stati potenziato potrà intervenire per finanziare la ricapitalizzazione delle banche, altro nervo teso di questa fragorosa crisi finanziaria europea.

Quindi avrà più soldi e due possibilità di manovra in più.

Tuttavia i mercati si aspettano ancora di più. E per questo motivo vacillano nell'incertezza dopo aver corso molto nei primi due giorni di questa settimana. I mercati si aspettano che il fondo salva-Stati venga ulteriormente potenziato, attraverso l'utilizzo di una leva finanziaria che porterebbe la potenza di fuoco di questo fondo dagli attuali 440 miliardi fino a circa 3mila miliardi di euro.

In sostanza, il voto dei 17 Paesi dell'Eurozona in corso in questi giorni sul potenziamento del fondo è dato ampiamente per scontato dalle Borse che, adesso, hanno le antenne puntate su ogni notizia che faccia un po' di chiarezza in più sull'enigma "leva finanziaria". Ci sarà? E se sì, in che modo verrà strutturata?

Ne sapremo certamente qualcosa in più lunedì 3 ottobre quando i ministri finanziari dell'Eurozona si riuniranno per parlare "anche", ma soprattutto, di questo.