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S&Poor’s declassa l’Italia ad A, Moodys prende tempo. Agenzie di rating confuse

L'agenzia di rating Standard and Poor's ha tagliato questa mattina il rating sul debito italiano, da A+ ad A. La decisione è arrivata a sopresa: i mercati si erano rifocalizzati sulla Grecia, in quella che si preannuncia una settimana decisiva per il futuro di Atene (il ministro delle Finanze deve convincere la Troika Ue-Bce-Fmi ha versare la sesta tranche da 8 miliardi del piano di salvataggio). Ma oggi tornano prepotentemente sull'Italia. La manovra del Governo da 54 miliardi è stata bocciata dall'agenzia. Troppo sbilanciata su un inasprimento fiscale in un Paese dove l'imposizione è già altissima (a fronte di un'evasione record) e poco concentrata sulla crescita.

Moodys invece ha preso tempo. Avrebbe dovuto decidere se tagliare il rating (AA2, non lo muove dal 2002) entro il 17 settembre, ovvero 90 giorni dopo averlo messo ufficialmente sotto osservazione.

Mentre Fitch in estate ha promosso la manovra finanziaria italiana, la prima delle due di questa estate, indicando che rafforza il rating.

Ponderando questi tre giudizi pare che, al momento, anche le agenzie di rating siano un po' confuse nel giudicare chiaramente le prospettive dell'Italia e la sua capacità di rimborsare l'enorme debito pubblico (1.911 miliardi di euro).

  • Gustavo Gesualdo il cittadino x |

    Downgrade italia : Standard & Poor’s taglia il rating italiano
    A dire il vero, il preannunciato taglio del rating italiano lo attendevo per il 17 settembre, conseguentemente alla estromissione di Unicredit Banca e Intesa Sanpaolo dall’Euro Stoxx 50, avvenuta in data 15 settembre ed alla ridicola comica politica delle manovre finanziarie annunciate. modificate, eliminate, ritirate, ripetute, di cui nessuna ha colto nel segno delle richieste dei mercati internazionali e dei paesi europei “amici” dell’italia, quelli che sarebbero chiamati a rispondere del debito pubblico italiano in caso di default definitivo del sistema paese italia.
    Invece, è Standard & Poor’s a determinare l’annunciato downgrade italiano, nonostante il tentativo di intimidazione partito proprio nei confronti delle due più importanti agenzie di rating internazionale (Moody’s e Standard & Poor’s) proveniente dalla Procura della repubblica italiana di Trani che aveva avviato un fascicolo sulle due agenzie americane, sotto la spinta di denunce generiche di associazioni di consumatori italiane e di un loro omologo greco, denunce che favoleggiano di un «atto criminoso organizzato dalla mafia finanziaria internazionale».
    Ma il tentativo italo-greco (ma guarda caso, proprio i due paesi maggiormente a rischio default in Europa …) non ha intimidito le agenzie di rating, che hanno continuato ad analizzare i continui errori del governo italiano nel rispondere alle richieste esogene al sistema italia che chiedevano contrazione significativa della spesa pubblica (che invece è aumentata!), contenimento e diminuzione del debito pubblico, varo effettivo delle riforme strutturali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, indirizzi peraltro giù contenuti nel programma della maggioranza di governo e puntualmente quanto volontariamente disattesi dalla casta politico-burocratico-partitocratica italiana.
    Ma le caste corporative che effettivamente governano il paese hanno impedito ogni sostanziale modifica del loro status quo, ogni possibile perdita di potere e di ricchezza raggiunto sinora, aprendo la strada al downgrade di tutto il sistema paese.
    La casta dominante non ha varato nessuna manovra “lacrime e sangue” che diminuisse di almeno la metà l’enorme, inutile ed ingiustificato numero posti di lavoro pubblici, delle poltrone, dei privilegi e dei costi della casta politica, condannando così l’italia ad un fallimento annunciato.
    Ed è proprio un fallimento annunciato e non contrastato del sistema italia quello di cui assistiamo oggi.
    A vuoto sono andati i richiami continui e pressanti delle agenzie di rating internazionale, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, e di autorevoli leader politici e di governo europei che richiamavano il governo italiano al proprio dovere, come pure numerosi e continui sono stati i moniti indignati partiti dalle parti sociali come il potente sindacato degli industriali italiani e le numerose grida allarmate provenienti dal libero mondo del web, a partire proprio da questo blog.
    Ma la casta politica ha fatto finta di non udire il grido di dolore che partiva dal basso e nemmeno i richiami provenienti dall’alto, ed ha praticato procedimenti inutili che avevano il solo scopo di procrastinare e ritardare le scelte difficili e coraggiose che il momento imponeva.
    Con tali comportamenti, la casta si è resa colpevole e responsabile in toto di questo fallimento annunciato, come pure ha contribuito grandemente e gravemente alla continua e massiccia perdita di credibilità del sistema italia, già depresso dalla continua e dilagante corruzione politica e burocratica, dalla oppressione e dai condizionamenti delle numerose organizzazioni mafiose operanti in tutto il territorio italiano, dalle ampie fette di mercato economico e produttivo illecite o illegali, dal mondo del lavoro nero, dalla intollerabile pressione fiscale che grava su famiglie ed aziende italiane, dalla enorme evasione fiscale che grava sui conti pubblici, dall’impossibile degrado delle società meridionali e napoletana in particolare, responsabile di gran parte della caduta di credibilità del paese, anche a causa della infinita emergenza della monnezza napoletana e della extra territorialità concessa ai napoletani in tema di rispetto della legge.
    Ora, il sistema esogeno a quello italiano ha fatto la prima mossa, declassando il rating italiano e limitando l’acquisto dei BTP italiani.
    La casta politica italiana è avvisata:
    ogni errore d’ora in poi, sarà pagato da chi lo commette.
    La casta politica italiana è avvisata:
    il popolo non può essere raggirato ancora, nemmeno una volta, mai più.
    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

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