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Vacanze estive, come evitare altre Todomondo

Prima (2009) Todomondo. Poi Myair, Viaggi del Ventaglio, Eurotravel, Ventaclub. E, da appena due settimane, è finito nella black list dei tour operatori falliti anche Sprintours. A farne le spese migliaia di viaggiatori, ultimi a rimanere con il cerino accesso in mano dello schema Ponzi di turno. E, adesso che l’estate è alle porte, la domanda (e la paura) torna d’attualità: ci sono nuovi tour operator nell’orbita del crac? Quali accorgimenti usare per individuare, prima di commettere l’errore fatale di prenotare con un’agenzia viaggi pencolante?

A questo proposito l’associazione dei consumatori Adiconsum ha predisposto degli help desk nei principali aeroporti italiani per informare i viaggiatori sugli errori da evitare. Iniziativa che ha preso il largo a tal punto che il 7 luglio è in programma, con la collaborazioni di altre associazioni dei consumatori, la giornata degli help desk in tutti gli aeroporti europei.

“Tra i consigli – spiega Pietro Giordano, che dal 27 giugno sarà nominato segretario generale di Adiconsum – guardare la reputazione online, anche attraverso i blog, di agenzie e tour operator online low cost. In questi casi la blogosfera e il passaparola possono dare una grossa mano nel segnalare precedenti sospetti che dovrebbero far diffidare. Così come bisogna evitare prenotazioni attraverso siti che offrono come unica modalità di pagamento quella del bonifico o di quelli che, pur contemplando il pagamento via carta di credito, non esibiscono il simbolo del “lucchetto” relativo alla protezione dei dati. Inoltre – continua – è doverso stampare il contratto e tutte le illustrazioni dell’home page per armarsi di prove da esibire nel caso si incappi in una truffa”.

E nel malaugurato caso di venga comunque beffati? “Non tutti possono sperare nel rimborso. Putroppo al di là di casi sporadici il Fondo di garanzia (si veda articolo a fianco) istituito presso il ministero del Turismo si è rivelato un flop. L’unica strada è assicurarsi prima del viaggio, ma a proprie spese, e questo non è giusto”.

Il Fondo paga o non paga?

Il Sole 24 Ore ha raccolto la testimonianza di un lettore che è stato rimborsato dal fondo:

Ad agosto del 2009 sarei dovuto partire per Cuba. Una settimana all incusive prenotata a giugno online con Todomondo, al costo di 892 euro. Ma ho capito che non avrei mai fatto quel viaggio, a fine luglio, quando giornali e tv hanno iniziato a parlare delle difficoltà finanziarie e delle truffe di Todomondo. Mostrando le immagini di molti viaggiatori bloccati all’aeroporto. Il 2 agosto ho visto che il sito dell’operatore è stato messo sotto sequestro dalla Polizia di Stato. A quel punto ho rinunciato definitvamente al mio viaggio ma mi sono subito attivato per provare a ottenere il rimborso attraverso il Fondo Nazionale di Garanzia. Ho inviato, come indicatomi, prima una raccomandata A/R di diffida alla compagnia e, successivamente, l’istanza di ammissione al fondo allegando il contratto originale con il tour operator, i documenti comprovanti i pagamenti effettuati e una copia del documento di identità. Avevo quasi perso le speranze di riavere indietro i miei soldi quando il 22 dicembre 2010, circa un anno e mezzo dopo il mio bonifico a Todomondo, ne ricevo uno di 892 euro. Ordinante: ministero del Turismo.

La storia a lieto fine raccontata da un lettore di Plus24 è, però, secondo le indicazioni che arrivano dalle associazioni dei consumatori un caso raro. E, in ogni caso, il fondo sembra avere le armi spuntate. “Dopo tre interrogazioni parlamentari siamo riusciti a conoscere la disponibilità residua del fondo – spiegano da Adiconsum – che a fine 2010 ammontava a circa 230mila euro”. Cifre risibili al confronto dei buchi creati dai tour operator in dissesto (solo per Todomondo il buco è ammontato a circa 5 milioni di euro). Il fondo, sollecitato da Plus24 via telefono e email, al momento non batte un ciglio. “Da poche settimane è stato approvato il Codice del Turismo e questo fondo non è menzionato” allarma Adiconsum. “Sta di fatto – spiega Maurizio Amerelli, esperto in tema di diritti dei turisti di Altroconsumo – che questo fondo è incapiente. Pertanto, nella speranza che venga finanziato, ai viaggiatori truffati non resta che affidarsi alla procedura, che peraltro non lascia spazio a grandi pretese, di inviare un’insinuazione al passivo al Tribunale fallimentare presso cui è aperta a specifica procedura con il tour operator.  Ma le speranze di rimborso sono poche. Quei pochi soldi che rimangono spettano prima ai dipendenti del tour e all’Erario. Solo dopo vengono i clienti truffati”.