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Tassi alle stelle per bond di Grecia, Irlanda e Portogallo. I gestori: grandi rischi ma anche occasioni

Continuano a chiamarli Pigs: Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna. Acronimo ideato da un giornalista inglese per etichettare a breve giro i paesi con i conti più traballanti fra quelli dell'Eurozona. E, a conti fatti, i conti hanno traballato. Perché dallo scorso maggio in tre (su quattro, esclusa la Spagna) hanno fatto richiesta di aiuti all'Unione europea.

Nel frattempo i bond dei titoli governativi (se si escludono i titoli spagnoli) si sono impennati a premio. Con tassi, come nel caso dei bond emessi dal governo di Atene, volati anche oltre il 17 per cento. Livelli familiari agli italiani che compravano negli anni '80 titoli di Stato al 18 per cento (consulta la mappa completa dei rendimenti dei bond governativi). Con la differenza che, a quei tempi, l'inflazione era ben superiore all'attuale livello del 2-3 per cento.

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