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In banca impazza il “surrogatore seriale”. Ecco perché alcuni istituti stanno bloccando le surroghe

Surroghe, indietro tutta. Il mercato della portabilità di un mutuo dal vecchio istituto (non disposto a rinegoziare il contratto) verso un nuovo istituto (che offre condizioni in partenza migliori) è in affanno. Dopo il boom nel 2008-2009 (seguito alla legge Bersani che ha difatti azzerato i costi notarili per l'esercizio di questa opzione, già contemplata dal Codice civile) il mercato delle surroghe sta dando segni di rallentamento. Secondo Assofin nel 2010 (dati al terzo trimestre) la quota sul totale dei mutui è scesa al 13%, rispetto al 20% di un anno prima.

E le previsioni – spiega Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin – indicano che il mercato dovrebbe stabilizzarsi: «Difficilmente assisteremo a una nuova impennata anche perché le previsioni sul fronte dei tassi sono rialziste».

Al rallentamento delle surroghe contribuiscono le strategie di molti istituti. Guardando le offerte emerge, infatti, che alcune banche (pur molto competitive sui mutui standard) non accolgono in questo momento mutui "di seconda mano". Tra questi Chebanca, Webank e le banche del gruppo Veneto Banca. E poi ci sono istituti, che pur contemplando nel bouquet mutui di surroga, sono restie a concederli. «È incredibile quante richieste di surroga vengono rifiutate», spiega Edoardo Merenda, responsabile di MutuiFrimm.

Articolo completo sul Sole 24 Ore