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Una vita senza conto corrente (come predica Cantona). E’ possibile?

Si può vivere senza conto corrente nell'era della finanza globale? Se lo saranno senz'altro chiesto i cittadini europei che al momento hanno aderito alla provocazione dell'ex campione del Manchester United, Eric Cantona, di ritirare i soldi dal conto corrente il prossimo 7 dicembre (anniversario dell'attacco di Pearl Harbor quando nel 1941 forze navali giapponesi bombardarono una base statunitense nelle Hawaii). Proposta, pubblicizzata sul sito www.bankrun2010.com, che ha suscitato reazioni politiche contrarie e che, nei fatti, secondo le prime indicazioni si è rivelata semi-fallimentare.

Ma si può davvero vivere senza Rid, carta di credito, assegni, bonifici e compagnia bella? «La risposta è sì – spiega Elio Lannutti, presidente dell'associazione dei consumatori Adusbef -. Non vi sono leggi che obbligano ad avere un rapporto bancario, né questo è indispensabile. Per questo motivo abbiamo aderito all'iniziativa di Cantona che promuoviamo anche sul nostro sito. Per questo invitiamo anche i correntisti italiani a ritirare in segno di protesta contro il sistema bancario il 7 dicembre i propri risparmi dal conto. Certo, resta una provocazione, perché sarebbe in ogni caso inverosimile vivere in un mondo senza banche, ma è ideale per dare una lezione a banche e banchieri e spingerli a cambiare atteggiamento nei confronti dei clienti. Non dimentichiamo che oggi secondo la Commissione europea un conto corrente in Italia costa 295 euro all'anno».

È quindi possibile vivere senza un conto corrente. «Del resto in Italia – spiega Fabio Picciolini, segretario generale di Adiconsum – ci sono, comprendendo anche gli immigrati, 4 milioni di non bancarizzati. Cittadini che vivono di soli contanti e che, difatti, non hanno un conto corrente». Possibile sì, ma non certo facile. Proviamo a immaginare, operazione su operazione, pro e contro di una vita di soli contanti.

Domiciliazione utenze, si ritorna a fare la fila
Una delle operazioni più diffuse tra i correntisti è la domiciliazione delle utenze. Bollette di luce, gas, telefono. Ebbene, chi sceglie di lasciare i soldi sotto il materasso (un po' come Peppino in Totò Peppino e la Malafemmina), deve mettere in preventivo un po' di code in posta per pagare i contanti i collettini.

Carta di credito sì, ma revolving
Un conto corrente non è indispensabile nemmeno per ottenere una carta di credito. A patto che si tratti di una carta di credito revolving. Di cosa si tratta? Una carta revolving si differenzia dalle comuni carte di credito a saldo (quelle concesse dalle banche ai clienti, dopo aver valutato le disponibilità finanziarie e la solvibilità su un determinato plafond, in cui le somme spese vengono addebitate in un'unica soluzione sul conto solitamente entro il 15esimo giorno del mese successivo). Con le revolving, invece, le somme spese vengono rimborsate a rate. Ma occhio, perché si pagano tasse di interesse che possono superare anche il 20 per cento.

Carte prepagate ok
Per avere in portafoglio una carta prepagata non è indispensabile essere titolare di un conto corrente. Le carte prepagate, infatti, funzionano in questo modo: il cliente versa presso l'intermediario (non nessariamente bancario) via dei contanti e utilizza la carta magnetica per effettuare i pagamenti nei Pos (Point of sale) e circuiti abilitati. In questo caso il cliente non riceve un credito (non può infatti pagare per somme che eccedono le disponibilità versate sulla carta) e quindi non è necessaria una valutazione sulla sua solvibilità, tipica invece nel meccanismo alla base del funzionamento delle carte di credito a saldo.

In merito alle carte prepagate, va anche detto che il mercato è in costante evoluzione. Tanto che oggi vi sono prepagate che permettono di "caricare" plafond anche oltre 10mila euro, di accreditare lo stipendio e compiere altre operazioni tipiche di un conto corrente bancario. Non a caso, queste carte (offerte oggi anche dai più grandi istituti di credito itailani) sono state ribattezzate carte-conto.

Una vita senza bancomat
Rinunciare al conto corrente significa vivere senza carta di debito, o bancomat. In alternativa, bisognerebbe optare per una carta prepagata (si veda il paragrafo in alto).

Addio al libretto degli assegni…
Chi non ha un conto corrente può dire addio al libretto degli assegni.

…al mutuo…
Non avere un conto corrente rende praticamente impossibile, oggi, poter stipulare un mutuo il cui piano di ammortamento poggia su un conto corrente.

…e ai conti di deposito
Senza un conto corrente d'appoggio non è possibile aprire un conto di deposito, salvadanai che rivalutano i depositi con tassi di interesse mediamente più alti rispetto a quelli pagati dai conti correnti tradizionali.

E quindi? «Fatto le dovute somme vivere senza un conto corrente è oggi tecnicamente possibile – spiega Picciolini di Adiconsum -. Ma sarebbe scomodo. Sarebbe come tornare indietro di tanti anni. Un mondo senza banche è oggi impossibile. Per questo motivo la nostra associazione non promuove l'iniziativa di Cantona. Contro le banche, che sono troppo care e in molti casi approfittano dell'asimmetria informativa tra sportellista e cliente, siamo pronti a guidare anche 1.001 battaglie. Ma quella di far ritirare i soldi dal conto no. Anche perché una corsa allo sportello sarebbe pericolosa sul fronte della sicurezza».

  • CSP |

    E be !! Cosa ce di male io sono stato 1anno e 6 messi senza corrente aqcua da bere e da lavarsi o nel bide, senza stipendio fisso aiutando anche due persone per il cibbo che non lavoravano dunque impossibbilita assoluta per nutrirsi, tengo precisare che in quelli anni ho inventato ben 26sistemi di energia senza consumi da 6kv fino a 100kv Generatori statici, centrifugali , vibrazionali , panellli fotovoltaici autosufficenti e iluminate non con la luce solare. mi sono concentrato sui dati concreti sia nella fisica che nel elettrochimica, elettrostatica e nella fisica quantica, dunque da una parte il bisogno sta creando una forza assoluta, si e vero che sti senti in disaggio girnando nella societa e stare zitto quando qualcuno dice che se ne va accasa a farsi una doccia e guardare la tv, oppure navigando su internet, e una esperienza unica molto traumatizante ma nello stesso tempo ti sta facendo diventare una bestia nel campo scentiffico, cosivia elliminando talli problemi del tuo prossimo futuro nei casi di emergenza. UWX@LINUXMAIL.ORG

  • Massimo |

    Caro Picciolini, prova tu a vivere senza una banca che ti e’ amica,che ti sostenga nei momenti difficili che a noi comuni mortali capitano spesso.
    prova tu a restare in aereoporto a Linate bloccato solo perche’ senza una carta di credito tradizionale non ti noleggiano un auto,prova tu a rimanere nel centro di Milano a 1000 km da parenti e amici solo perche’ la tua prepagata si e’ smagnetizzata,caro Picciolini vedi di andare a ….

  • economist2011 |

    Una soluzione accettabile c’e’ . Crearsi un conto on line e appoggiarlo ad un conto deposito. le spese annuali sono ridotte al minimo, massima comodita’ e il cd dende sempre qualcosa in piu’ del cc

  • mirko |

    Anche io ho la carta di credito prepagata POSTEPAY per gli acquisti online ed il conte corrente delle poste, quello prettamente on line ovvero Banco Posta Click, dove hai zero spese se non i bolli e ti danno il 2% lordo per somme sopra i 3000€, faccio tutto da PC sul mio divano anche alla sera quando le banche sono chiuse.I prelievi li faccio agli sportelli delle poste o postamat, quindi di facile reperibilità… devo ammettere di trovarmi veramente bene, poiuno è liberissimo di fare come crede ci mancherebbbe.AH…non sono pagato e non ho benefit dalle Poste per quello che ho scritto.Ciao a tutti

  • mario |

    Vivere senza cc si può.
    Io ho 50 anni , dipendente da 30 anni.
    I soldi li verso sul libretto postale nominativo ,interessi MOLTO più alti del cc (che a dire il vero , sono ZERO)
    Nessuna spesa.
    Carta POSTEPAY , per prenotazioni di viaggi, acquisti ed altro online.
    Pagamento bollette , presso quasi tutte le ricevitorie lottomatica (a 15m da casa mia)
    Bilancio familiare SEMPRE sotto controllo , non devo aspettare l’estratto conto (o verificarlo online).
    I soldi non sono nè sotto il mattone , nè sotto il materasso, ma dormo tranquillo ( da quel punto di vista)
    Non posso ricevere frodi fiscali, o acquisti/addebiti non voluti sul mio conto.
    Per completare: il giorno di paga, io ho i soldi disponibili.
    I miei colleghi che hanno l’accredito, devono sempre agitarsi e passare continuamente al bancomat, per verificare se è stato accreditato, e quindi poter disporre del denaro.
    Non poche volte hanno fatto spese fiduciosi che il conto era coperto, ed invece alla data dell’acquisto, NON lo era.
    Per altri suggerimenti, chiedete pure.
    Dimenticavo!, non mi trovate nella quarta caverna dopo il cimitero dei dino sauri, ma in pieno centro , Grazie
    Saluti Mario

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