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Tutte le bolle che minacciano i mercati finanziari (inondati di liquidità)

A tutta liquidità. Per agevolare la ripresa economica, le banche centrali stanno provando tutte le cartucce. Come prima mossa hanno ridotto ai minimi termini (in Europa), quando non azzerato (negli Stati Uniti e in Giappone) i tassi di interesse. Dopodiché, esaurita la leva costo del denaro, si è passati all'acquisto di titoli di Stato. L'obiettivo? Uno solo: immettere liquidità nel sistema per sostenere i corsi azionari ed evitare una pericolosa spirale deflazionistica (prezzi in calo) nella speranza che l'economia riprenda a girare regolarmente.

L'ultima manovra, in tal senso, è stata annunciata pochi giorni fa dalla Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti, che ha deciso di iniettare nel sistema finanziario 600 miliardi di dollari attraverso l'acquisto di titoli di Stato entro il secondo trimestre 2011. Si tratta della seconda operazione di "quantitive easing" dopo quella conseguita tra il 2008 e il 2009, per complessivi 1.725 miliardi di dollari di liquidità. Senza dimenticare le numerose iniezioni di liquidità della Banca centrale europea, che ha aperto a favore delle banche il rubinetto dei pronti contro termine all'1 per cento.

Quali sono i rischi? Questo flusso di capitali in circolazione potrebbe rivelarsi solo un salvagente momentaneo. Il timore sul lungo termine è che questa enorme massa di liquidità, unita al costo del denaro ai minimi storici, crei i presupposti per altre crisi, foraggiando la speculazione e creando nuove bolle finanziarie. Per capire se dietro questa tornata espansiva si possano nascondere i germi di una nuova instabilità finanziaria, abbiamo provato a fare un check-up dei mercati, obbligazionari e azionari.

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