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La tentazione del bond perpetuo e del rendimento del 9%

L'accordo di Basilea 3, che nei fatti spinge gli istituti di credito a rispettare nuovi e più stringenti vincoli patrimoniali entro il 2019, accresce secondo gli addetti ai lavori l'appeal dei bond perpetui (non hanno una scadenza oppure hanno duration ultradecennali). Strumenti ibridi, a cavallo tra le obbligazioni e le azioni, che oggi offrono rendimenti anche superiori all'8 per cento. Con le obbligazioni hanno in comune il fatto che staccano una cedola con un valore facciale stabilito da prospetto. Con le azioni condividono la volatilità e le regole di rimborso in caso di default della società emittente (i titolari di bond perpetui e azioni vengono rimborsati per ultimi, solo dopo gli altri creditori).

E con le azioni sono legati a doppio filo. Questi bond staccano la cedola annua (qualora il prospetto, che cambia da prodotto a prodotto, lo preveda) solo se la società emittente decide per quell'esercizio di remunerare gli azionisti con un dividendo. In caso contrario, niente cedola.

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