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A sorpresa il comune guadagna col derivato. L’esperto spiega come e perché

Derivati, derivati e ancora derivati. Contratti che nascono per proteggere un investimento da un'impennata dei tassi ma che spesso si sono rivelati un boomerang per chi li ha stipulati. E fra questi, anche molti enti locali. Basti pensare che, secondo il ministero dell'Economia, a giugno 2008, 594 tra Regioni, Province e Comuni avevano stipulato con le banche contratti swap, ovvero accordi di scambio di flussi cedolari, per un nozionale complessivo pari a 35,6 miliardi di euro prima che scattasse il blocco per decreto legge proprio per evitarne l'abuso. Enti locali che però, adesso, a sorpresa, potrebbero trarre un grande vantaggio dall'eccezionale caduta dei tassi Eurirs (gli stessi a cui sono ancorati i mutui a tasso fisso) ad agosto.

Mentre, allo stesso tempo, l'attuale scenario sul fronte tassi potrebbe gravare pesantemente sui bilanci di molte imprese che, al pari delle municipalità, hanno (e continuano) sottoscritto contratti derivati agganciati ai propri debiti. Come mai?

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