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Quando nel jukebox di Piazza Affari è meglio inserire un “lento”


Financialstocks
Prima i subprime. Poi la Grecia. C’è sempre un
nuovo disco a far ballare le Borse. E allora, quando la volatilità è alta, a chi
non vuole abbandonare le emozioni (e i potenziali guadagni) dell’equity non
resta che inserire qualche titolo “lento”. Nel jukebox di Piazza Affari, concordano
gli analisti, una delle azioni più difensive è Snam rete gas.  

Perché risulta meno vulnerabile all’andamento della materia prima di riferimento (il gas in questo caso, che da inizio anno ha perso il 27%) a differenza di quanto lo sono altri energetici, come quelli ancorati alle schizofrenie del prezzo dell’oro nero.

Snam rete gas – di cui Eni detiene il 52,54 %
del capitale – gestisce, infatti, una
rete di
gasdotti. Una rete che misura 31.500 chilometri, ha una copertura capillare
del territorio nazionale ed è direttamente collegata ai giacimenti, alle linee
di importazione e ai centri di stoccaggio che alimentano il sistema gas
italiano.

A
conferma della natura difensiva, da inizio anno il titolo è stato al riparo
dagli scossoni ed è invariato rispetto al -13,3% archiviato dall’indice
generale, il Ftse Italia All-Share. L’andamento da gennaio è neutrale, ma il
parziale dell’ultimo mese è in rosso del 6,8%. Il titolo è scivolato dal picco
annuale a quota 3,81 del 20 aprile intorno alla soglia dei 3,45 euro. Come mai? Gli investitori hanno
“preso beneficio” dopo la presentazione dei dati del primo trimestre che hanno
evidenziato un aumento annuo di 185 milioni dell’utile netto, salito a 301
milioni, e un balzo dell’86,3% dei ricavi, a quota 859 milioni, a fronte di un
indebitamento finanziario di 9,602 miliardi. Numeri che riflettono gli effetti
del consolidamento di Stogit e Italgas, acquistati da Eni lo scorso mese di giugno.
E lo scenario? A marzo la società guidata da Carlo Malacarne ha presentato
il piano strategico 2010-2013 che prevede un monte investimenti pari a 6,4
miliardi di euro nel quadriennio e un incremento medio stimato della Rab
(ritorno sugli investimenti) del 4,5% annuo. Rafforzata anche la politica dei
dividendi, previsti in crescita del 4% annuo fino al 2012. Proprio le
prospettive sul fronte dei dividendi (quello relativo al bilancio del 2009 è
stato deliberato in 20 centesimi per azione, pari a rendimento del 5,8%) è una
delle ragioni che convince di più, in prospettiva, gli analisti che seguono il
titolo. Per Morgan Stanley (che il 26 aprile ha ridotto il giudizio da
overweight a equal-weight fissando però il prezzo obiettivo a 4 euro, ovvero il
13% in più rispetto ai valori correnti) la politica dei dividendi è supportata
da una solida struttura finanziaria che può vantare un rapporto tra debito
netto e Rab inferiore al 50% contro una media del settore pari al 60%. Positivo
anche il multiplo espresso dal rapporto tra debito netto ed Ebitda (4,5 contro
una media settoriale di 5,3 volte). Positivo il giudizio di Deutsche Bank che
il 26 aprile ha alzato il rating sul titolo, da hold a buy, con target price
che passa da 3,6 a
4 euro. Secondo gli analisti, anche alla luce delle sinergie derivanti
dall'acquisizione di Stogit e Italgas, il premio sull'equity Rab dovrebbe
essere del 18%, a fronte dell'attuale 7,5%. 


Articolo tratto da Plus24 – Il Sole 24 Ore