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Mutui, Euribor e Irs avanti come tartarughe

Tassi schizofrenici ma tendenti al rialzo. E’ questo il
trend che si intravede per gli indici Euribor e Irs (Interest rate swap),
utilizzati per calcolare il tasso nominale dei mutui rispettivamente a tasso
variabile e fisso. Entrambi stanno puntando verso l’alto, anche se con un passo
da tartaruga. Come mai?. Le
quotazioni giornaliere di questi parametri – che tengono con il fiato sospeso
chi ha sottoscritto un mutuo o intende farlo – sono spinte da movimenti differenti:
gli Euribor seguono i flussi di breve termine e
sono influenzati dalle attese sulle decisioni monetarie della Banca centrale
europea.
Gli Irs, invece, sono legati al mercato dei tassi a lungo
termine e sono allineati al Bund tedesco, il bond europeo oggi più affidabile. Ecco
perché questi parametri possono presentare scarti notevoli, come in questa fase:
venerdì l’Euribor a 3 mesi (il più utilizzato per i mutui variabili) è stato
fissato allo 0,684%. Mentre l’Irs a 25 anni (tra le scadenze più gettonate per
i mutui a tasso fisso) al 3,68%. In pratica, quasi 300 punti base che, per un
mutuo di 150mila euro in 25 anni equivalgono (a parità di spread e spese) a 220
euro al mese in più (+40%). Motivo per cui, oggi, per chi può sostenere futuri
aumenti di rate, il tasso variabile è in partenza più competitivo.

Perché puntano al rialzo? Partiamo dagli Irs: la scorsa
settimana hanno avuto un andamento schizofrenico perdendo, su tutte le
scadenze, circa 20-30 punti base. Ciò a causa del balzo dei rendimenti dei bond
greci e del rifugio degli investitori verso i titoli tedeschi (con conseguente
discesa dei rendimenti, e degli Irs). Venerdì, invece, dopo il piano salva-euro
dell’Ue, il clima si è rasserenato e il Bund ha recuperato e, in scia, gli Irs
con il ventennale cresciuto di 25 punti base al 3,71% l’indice a 25 anni
impennatosi di 56 punti. Quindi, se lo stato di salute dell’economia europea
andrà migliorando, è ragionevole ipotizzare ritocchi al rialzo degli Irs nei
prossimi mesi (e quindi mutui a tasso fisso più cari). Cattive notizie anche
per i mutui variabili: anche gli Euribor stanno risalendo (il trimestrale è 5
punti base più alto rispetto al minimo del 31 marzo) perché gli analisti si
aspettano un rialzo dei tassi Bce entro il primo trimestre 2011. Il trend
rialzista emerge dai
future Euribor a 3 mesi. Il
contratto con scadenza a dicembre è fissato allo 0,92%, quello a dicembre 2011
all’1,59%. Per superare il 3% (un livello considerato equilibrato) bisogna però
allontanarsi fino al marzo 2014.