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La prima classifica dei paesi europei che va oltre il debito pubblico

Debito pubblico, debito pubblico, debito pubblico. E ancora debito pubblico. Il parametro oggi più utilizzato per misurare la solidità finanziaria di un paese è l’ammontare dei titoli emessi dallo Stato, non ancora rimborsati. In altri casi si utilizza il deficit pubblico (ovvero la differenza tra le uscite e le entrate nelle casse di uno Stato in un determinato periodo).  Debito e deficit, rapportati al Pil, permettono di confrontare le economie di più stati e rientrano tra gli indicatori del Patto di stabilità dell’Unione europea in base ai quali il primo rapporto dovrebbe tendere al 60% e il secondo non dovrebbe sforare la soglia del 3%.

E' giusto però chiedersi se questi due parametri pubblici siano sufficienti per ponderare realmente la solidità finanziaria di un sistema-paese. Non sarebbe forse meglio estendere, per avere una visione più d’orizzonte, a questi concetti anche la dimensione del debito privato, suddiviso per la fetta di debito accumulato da imprese e famiglie? Sommando questi tre elementi, certo, emergono spunti di interesse. E si arriva a un’idea più completa della leva che un determinato sistema-paese utilizza per sostenersi.

Utilizzando questa nuova classifica (vedere la tabella elaborata da Standard & Poor's disponibile anche su questo link) i parametri sono in molti casi ribaltati. L’Inghilterra, considerata l’economia più forte dell’Europa continentale, è al terzo posto fra i paesi complessivamente più "in rosso" (debito pubblico + debito delle imprese + debito delle famiglie) con un livello di indebitamento pari al 245% del Pil. Per la stessa classifica la maglia nera in Europa è l’Irlanda con un debito pari al 286% del Prodotto interno lordo (ottenuto sommando il 66% del debito governativo, il 133% di quello delle aziende e l'87% sul groppone delle famiglie).  In seconda posizione, il Portogallo con una leva finanziaria del 250% (77% governo, 87% imprese, 86% famiglie), di poco superiore al Regno Unito (245%) che precede la Spagna (231%), in piena regola con Maastricht (il rapporto debito/pubblico sul Pil è del 54%) ma, nel complesso, decisamente a leva. Anche in Olanda l'indebitamento di aziende e famiglie supera quello delle finanze statali collocando i Paesi Bassi al quinto posto di questa graduatoria con un mix del debito complessivo pari al 230% del Prodotto interno lordo.

Quanto alla Grecia, che da mesi preoccupa l'Unione europea a causa dei conti pubblici traballanti, occupa la settima posizione (194%) subito dopo l'Italia (218%). Queste due economie, da alcuni esperti collocate, insieme a Portogallo e Spagna all'interno dell'acronimo Pigs (anche se alcuni identificano nella "I" l'Irlanda e non l'Italia in questa definizione coniata dalla stampa britannica per indicare il cattivo stato di alcune economie dell'Eurozona) hanno in comune un alto livello del debito pubblico (rispettivamente 113% e 115% del Pil) e una bassa propensione al debito da parte delle famiglie (che letta al contrario significa un'alta propensione al risparmio): 41% per la Grecia e 32% per l'Italia. 

Mixdebito

 
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  • dinoerre |

    Il vero problema dell’Europa sono le banche. Le banche Francesi e Tedesche sono sull’orlo del fallimento e cercano di rifarsi svendendo i Bot italiani.
    Così loro fanno cassa e lo spread a danno dell’Italia aumenta.

  • Besmir |

    Avere un livello basso del debito pubblico è solo un vantaggio. Ma un livello molto basso del debito delle imprese non è un vantaggio, il debito delle imprese è deducibile fiscalmente, quindi pagare meno tasse.
    Il basso livello del debito delle imprese in Romania,Polonia e Slovacchia si può leggere come un razionamento del credito da parte delle banche, quindi un rischio molto alto del business.

  • ionescu |

    Dal 1 giugno la Romania si è impegnata col FMI a ridurre del 25% gli stipendi dei dipendenti pubblici e delle compagnie di stato( su questi ancora si discute) e del 15% le pensioni. In più i pre-pensionamenti saranno bloccati e molte sovvenzioni (come per la Gigacaloria per il ‘teleriscaldamento’) saranno sospese. Altra cosa che forse sarà solo un ricordo è l’assenza di ritenute fiscali sui conti deposito e i guadagni in borsa.
    Ovviamente pensionati e sindacati sono incazzati neri.

  • Giorgio Bassignana |

    La migliore in classifica appare la Romania.
    Sarà il caso di chiamare i romeni alla gestione dell’economia e della finanza dell’UE?

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