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Il mutuo con cap? Amato ma sempre piu’ caro

Il mutuo con il cap,
tra i preferiti dagli italiani nell’ultimo anno perché protegge le rate dal
futuro aumento dei tassi oltre una certa soglia, sta diventando sempre più
costoso. Analizzando le ultime offerte emerge, infatti, un crescente divario
tra gli spread applicati al variabile semplice e quelli calcolati sui prodotti
con cap. Divario che in alcuni casi supera i 100 punti base. Il che, tradotto
in rate, significa che un mutuo a tasso variabile con cap di 150mila euro da
rimborsare in 25 anni può costare fino a 75 euro in più al mese (con rate più
care del 10% circa).

Secondo le elaborazioni
di MutuiFrimm il miglior mutuo a tasso variabile semplice si può ottenere oggi con
uno spread dello 0,90% (Taeg, Tasso annuo effettivo globale 1,54%). Una soglia
per cui la rata mensile, mantenendo l’esempio precedente, si attesta a 602,73 euro. Se lo stesso cliente volesse invece orientarsi
su un variabile con cap
avrebbe ben quattro istituti che lo propongono
con spread dall’1,5
al 2,5% e Taeg dal 2,16 al 3,16%. Il più conveniente tra questi genererebbe una rata mensile di 647,53 euro ovvero circa 45
euro in più al mese per un esborso totale di 13.000 euro in 25 anni. Quindi, è
vero che il cap offre un vantaggio potenziale (blocca l’ingrassamento delle
rate nel caso i tassi europei fossero alzati, in media, di oltre 200 punti base
rispetto alla soglia attuale) ma il costo aggiuntivo va valutato con
attenzione. Il divario tra variabile semplice e cap emerge anche dal dettaglio
delle ultime offerte.
Tra i nuovi mutui “semplici” si segnala il tasso
variabile “Bello Basso” di Credem che parte da uno spread dello 0,95% (fino al
31 maggio 2010) per importi fino a 200mila euro e durate non superiori a 20
anni (è prevista la sottoscrizione obbligatoria di una polizza Protezione Mutuo
pacchetto garanzie vita e danni). Il Taeg si attesta al 2,397%. Lo stesso
istituto ha da poco lanciato “Tasso protetto” che ripara da rialzi dei tassi
superiori al 5,5%. Lo spread applicato parte dall’1,60% (finanziamento fino a
150mila euro in 15 anni) e arriva al 2,45% (oltre i 150mila in 30 anni). Anche
Webank è in campo con un mutuo variabile con cap al 5,5%, in fase promozionale
sino al 30 giugno, con spread compresi nel range 1,6-1,7% agganciati sia al
tasso Bce che all’Euribor (su MutuiOnline solo la “versione Euribor”). Gli
spread possono essere ridotti dello 0,5% sottoscrivendo un’assicurazione vita e
dello 0,10% con l’aggiunta di una polizza multirischi.

  • Luke |

    quindi, direi, per fortuna che ci sono i mutui col cap…

  • ionescu |

    Sono una fregatura i mutui con cap al 5.5% e oltre. C’è già un cap del governo al 4% per i mutui variabili in essere a dicembre 2008. Avrei dovuto usufruire di questo cap al 4% per 3 mesi – gennaio, febbraio e marzo 2009. Invece la banca – Antonveneta – nemmeno ad oggi mi ha dato i soldi. Oggi quel cap al 4% è perfettamente inutile e lo sarà per molto tempo ancora.

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