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Il bonus bebè. Troppo caro?

Il
Fondo nuovi nati è decollato. Dopo tre mesi di preparativi sono difatti partiti
i primi finanziamenti agevolati rivolti ai genitori di bambini nati o adottati
nel triennio 2009-2011. Secondo i primi dati rilasciati dall’Abi, l’Associazione
bancaria italiana che con il Dipartimento per le politiche della famiglia della
Presidenza del Consiglio dei ministri ha dato vita lo scorso novembre
all’iniziativa, a partire da marzo sono state concluse 1.500 operazioni di
finanziamento per un controvalore di 7,5 milioni di euro. 

Il finanziamento

Il
Fondo nuovi nati, per cui sono stati complessivamente stanziati 85 milioni di
euro, prevede l’accesso a un finanziamento fino a 5mila euro, senza ipoteca, da
rimborsare in 5 anni a un tasso di interesse agevolato che, nella peggiore
delle ipotesi, non può superare il 50% del Tasso medio globale rivelato
trimestralmente da Bankitalia nella determinazione dei tassi anti-usura.
Secondo le ultime indicazioni e valide sino al 30 giugno, il Taeg (Tasso annuo
effettivo globale, un parametro che include gli interessi e le spese accessorie),
non può eccedere il 5,97% annuo. Una soglia decisamente inferiore rispetto a
quella applicata nei prestiti di liquidità che nella migliore delle ipotesi oggi
partono da un Taeg del 10 per cento. È possibile
estinguere il debito in un'unica soluzione o con rate da concordarsi al momento
della sottoscrizione. In caso di insolvenza, si è soggetti alle ordinarie
procedure esecutive per il recupero del credito.
  

Chi può accedere

L’iniziativa
è pensata per le famiglie che si trovano ad affrontare un momento di difficoltà
di fronte alle spese legate alla nascita e all’assistenza dei nuovi figli. Hanno
accesso a queste condizioni agevolate rispetto a un comune prestito di
liquidità pertanto, i soggetti esercenti la potestà genitoriale di 
bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso di potestà o
affido condiviso è ammesso un solo prestito. E’ posta particolare  attenzione nei confronti dei bambini affetti
da malattie rare, per i quali il prestito sarà assistito anche da un contributo
in conto interessi, grazie ad un ulteriore finanziamento di 10 milioni di euro.

Come aderire

La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell’anno
successivo a quello di nascita o di adozione
, compilando l’apposito modulo in cui si autocertifica
il possesso dei requisiti richiesti, direttamente presso le banche che
facoltativamente hanno aderito all’iniziativa (l’elenco è completo è
consultabile sul sito www.fondonuovinati.it). Ad oggi – rileva
l’Abi – hanno aderito il 55% degli sportelli presenti sul territorio ma,
considerato che le adesioni sono ancora aperte, c’è da aspettarsi secondo
l’Associazione un incremento nelle prossime settimane di tale copertura.

Associazioni perplesse

Le associazioni dei
consumatori, tuttavia, esprimono alcune perplessità sulle tecnicalità
finanziarie di queste iniziative.

“C’è da dire, in
particolare per ciò che riguarda le agevolazioni per i nuovi nati, che si può
fare di più – spiega Elio Lannutti, presidente di Adusbef -. In Europa vi sono
dei casi, come quello francese, i finanziamenti agganciati al sostegno di
politiche di natalità sono azzerati. Quello della natalità e del connesso
invecchiamento della popolazione è un problema da non sottovalutare perché
altrimenti dal punto di vista della spesa previdenziale non solo non reggeremo
più”.

Concorda Fabio Picciolini,
segretario nazionale di Adiconsum. “Il bonus bebè è troppo caro -. Oggi,
orientandosi sul mercato vi sono alternative migliori. Come ad esempio il
ricorso al microcredito, presente in più regioni. Noi come associazione dei
consumatori eseguiamo le istruttorie. I soggetti in difficoltà possono accedere
a finanziamenti fino a 10mila euro anche a tassi dell’1%”.