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Carte revolving, tassi fino al 25%

Degli oltre 40 milioni di carte di credito che ci sono in Italia,
circa 15 hanno la funzione revolving
. A fine 2009 secondo Assofin, l'Associazione del credito al
consumo, sono state finanziate attraverso le carte revolving 
103 milioni di operazioni per un
controvalore di 10,6 miliardi di euro. Il dato è in calo dello 0,6% rispetto al
2008, ma indica una tenuta rispetto alle operazioni di credito al consumo in
generale, che nel 2009 hanno accusato una flessione tendenziale dell'11,3 per
cento.

Stando ai numeri, dunque, agli italiani non
dispiacciono le carte revolving
. Ma tutti conoscono realmente come
funziona questo strumento? Quanti sanno che i tassi applicati dalle finanziarie
e dalle banche possono arrivare anche al 25,4% (secondo le soglie fissate dalla
Banca d'Italia per delimitare i tassi usurari)?

Informazioni, queste, che è bene tenere a mente. A
differenza delle comuni carte di credito a saldo (in cui l'addebito delle somme
pagate avviene solitamente il quindicesimo giorno del mese successivo
all'operazione di acquisto senza l'aggiunta di interessi) le revolving
 consentono di rateizzare il rimborso del saldo di fine mese.
Questo finanziamento ha un costo, che per le operazioni fino a 5mila euro può
arrivare (prima che scatti l'usura) a tassi d'interesse fino al 25,45 per
cento. Per i prestiti oltre 5mila euro il limite è fissato al 19,18 per cento.
Motivo per cui è importante, prima di accendere un contratto di credito
rotativo, chiedere il Taeg (Tasso effettivo globale), ovvero l'indicatore che
dovrebbe riassumere in un unico tasso tutti i costi legati al finanziamento.

A ciò va aggiunto che le revolving 
sono in molti casi finite nel mirino per la mancanza di
trasparenza di alcuni contratti. Secondo un'indagine condotta a fine 2009 da
Altroconsumo – che in seguito ha diffidato dieci tra i principali operatori del
credito rotativo – i contratti sono infarciti di clausole vessatorie. Va
precisato che sono in corso contatti tra l'associazione e gli operatori
diffidati per trovare un chiarimento, senza il quale l'Associazione è pronta a
procedere con una diffida ufficiale. Uno degli aspetti segnalati è la modalità
di vendita. In pratica può accadere che il consumatore, quando aderisce a
un'offerta di pagamento a rate, non è sempre consapevole che chiede anche il
contestuale rilascio di una revolving
. È finita nel mirino anche la clausola sulla "decadenza del
beneficio del termine". Il che implica – secondo Altroconsumo – che dopo
due sole rate pagate in ritardo la finanziaria può chiedere al consumatore
l'immediata restituzione del debito residuo, con aggiunta di spese. Tuttavia,
lamenta l'associazione, «i consumatori non riescono a capire le conseguenze di
un ritardo nel pagamento, perché le spese sono esposte in maniera non chiara e
spesso non sono ben quantificate; le penali previste sono poi eccessive, ancor
di più se applicate fin dal primo ritardo».

Occhio, infine, alle clausole che danno la
possibilità alle finanziarie di abbassare la somma massima spendibile e ai
contratti di assicurazione eventualmente agganciati. Dall'indagine è emerso che
spesso i costi di queste polizze sono nascosti o poco chiari.

  • alessandra |

    Io invece mi trovo molto bene con la mia Carta ad opzione American Express: possono decidere se pagare a saldo oppure rateizzare quando ne ho bisogno. Inoltre recentemente ho anche ricevuto una comunicazione relativa al miglioramento delle condizioni applicate. Leggete qui
    http://www.businessonline.it/news/11793/Carte-di-credito-ricaricabili-e-revolving-tassi-di-interessi-su-presti-a-confronto-2010-2011.html
    A quanto pare ci sono emittenti seri come American Express e Compass che stanno abbassando i tassi di interesse in controtendenza con tutti gli altri

  • Mario |

    Io confermo: ho una carta revolving ma, quando ho firmato, credevo funzionasse come una comune carta di credito a saldo. Adesso non la uso più ma sui primi acquisti ho pagato interessi superiori al 18 per cento

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