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Euribor al minimo storico ma da aprile potrebbe risalire

Gli indici Euribor – a cui è ancorata la maggior parte dei mutui a tasso variabile stipulati in Italia – continuano ad aggiornare i minimi storici. Oggi l'indice a 6 mesi è stato fissato allo 0,974%; quello 3 mesi allo 0,675%; il mensile a quota 0,435 per cento.

Lievi ritocchi al ribasso che fanno certo piacere agli oltre 3 milioni di italiani che stanno rimborsando un mutuo a tasso indicizzato. Risparmiatori che, a questo punto, si chiedono fino a quando proseguirà questa anomala situazione che, difatti, si traduce in benefit sulla rata (la caduta dei tassi dei mutui è sicuramente uno dei pochi risvolti positivi/paradossi della terribile crisi finanziaria che ha colpito le economie mondiali nel biennio 2007-2008, ricaduta sull'economia reale nel 2009 quando per la prima volta dal 1945 il Pil del pianeta è arretrato).

Su questo punto la Banca centrale europea è il faro. L'istituto di Francoforte ha deciso giovedì 14 gennaio di lasciare invariato il costo del denaro all'1% (il livello più basso della storia dell'euro) e ha lasciato intendere che, perlomeno nei primi sei mesi dell'anno, i tassi dovrebbero restare su livelli bassi. Ne consegue che qualche ritocco all'insù potrebbe arrivare nel terzo trimestre del 2010 (a partire da settembre) con il tasso di riferimento che potrebbe essere incrementato di 50 punti base. Scenario che porterebbe l'Euribor a 3 mesi – il parametro oggi più utilizzato dalle banche per indicizzare i mutui a tasso variabile – a muoversi al rialzo – direzione 1% – già dal prossimo aprile.