Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Borse, riflessioni e spunti per il 2010

Il 2009 passerà alla storia per essere stato l'anno in cui, per la prima volta dal 1945, l'economia mondiale è arretrata. Il Pil, secondo le stime incrociate di Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, dovrebbe essere scivolato dell'1% rispetto all'anno precedente. Ma le Borse, sprofondate nel 2008 e partite malissimo nel 2009, hanno reagito a partire da marzo chiudendo l'anno in territorio positivo e dimostrando, in modo lampante, che i mercati azionari viaggiano con un anticipo rispetto all'economia reale di almeno 6-8 mesi. Nel bene e nel male guardano avanti. 

Dopo un inizio di stagione da panico con Piazza Affari che ha perso tra gennaio e febbraio il 36% e Wall Street il 27% qualcosa è cambiato dal 9 marzo. Quello che sembrava l'ennesimo fisiologico mini-rimbalzo in una curva ribassista si è trasformato in una inversione di rotta che ha portato i mercati a recuperare e a chiudere il 2009 con rialzi a doppia cifra.

Piazza Affari, in linea con gli altri indici europei, ha chiuso l'anno con un +19% (dopo il -49,5% del 2008); Wall Street è salito del 24% (dopo il -40% del 2008); ha chiuso in rialzo (+19%) perfino anche la Borsa di Tokyo (dopo il -49% del 2008) che da anni si barcamena con un'economia stagnante.

E sono andati molto meglio i Paesi emergenti che, spinti dalla globalizzazione, hanno rosicchiato altro terreno ai Paesi più industrializzati. L'indice Bovespa della Borsa brasiliana è salito dell'81%. I mercati azionari di Shanghai e Mumbai hanno festeggiato il 2009 con un +79 per cento.Molto Bene anche Seul (+51%).

Cosa aspettarsi per il 2010? Il fattore chiave da tenere presente è la liquidità, la stessa che ha trainato i mercati nel 2009. Nell'ultimo anno governi e banche centrali per arginare la crisi hanno iniettato nell'economia reale 12mila miliardi di dollari. Questo eccesso di liquidità dovrebbe – secondo gli esperti – dare ulteriore linfa alle Borse perlomeno nella prima metà del 2009. Ma bisogna fare attenzione. Perché è la stessa liquidità che sta alimentando da qualche mese attività speculative sui mercati finanziari. Basti guardare alla corsa delle materie prime nel corso del 2009 (petrolio +70%, oro +40% con picco storico il 2 dicembre a 1.215 dollari l'oncia).

La liquidità, quindi, è un fattore trainante ma, come spesso accade per gli eccessi, rischia di essere un boomerang per i mercati azionari qualora vada ad alimentare delle bolle finanziarie.

Al momento, però, la situazione sembra sotto controllo. Almeno secondo gli analisti di Goldman Sachs secondo cui le Borse europee saliranno del 20% nel 2010.