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Borse: Cina promossa, Giappone bocciato

Mentre sui listini asiatici impazza il caso Dubai World le altre due piazze finanziare più significative sembrano aver imboccato strade opposte. I gestori, infatti, hanno pochi dubbi nel promuovere la Cina e, al contrario, bocciare le prospettive di crescita del mercato azionario di Tokyo.

Ecco i pareri raccolti:

"Nel breve
periodo il movimento positivo del mercato cinese dovrebbe continuare – ha detto
Federico Mobili, gestore azionario di Bnp Paribas – perché il governo cinese é
intenzionato a prolungare i piani di stimolo dell'economia anche per i prossimi
mesi mentre in Giappone il mercato azionario potrebbe muoversi in movimento
laterale in quanto l'incertezza sullo stato dell'economia é ancora molto
forte". "La Cina in questo momento sta aumentando la
domanda globale di petrolio in modo considerevole e tutto ciò favorisce
ovviamente il settore delle commodities in generale – spiega Thomas Gerhardt,
head of Emerging Markets Equities di Deutsche Bank – Inoltre il governo cinese
sta promuovendo programmi di sussidio a supporto della crescita dei consumi, ad
esempio rottamazione di elettrodomestici e tv per spingere i consumi anche
nelle aree rurali. Sono previsti grossi cambiamenti anche a favore della
pubblica sicurezza e del sistema sanitario e tutto ciò influirà sul tasso di
risparmio del consumatore cinese. Entrando nel merito di alcuni settori, ad
esempio dell'automotive, la Cina ha notevolmente incoraggiato le
vendite e, per la prima volta, le stime prevedono che questo Paese superi gli
Stati Uniti in termini di veicoli venduti nel 2010. Il private real estate é un
altro settore interessante dal nostro punto di vista così come riteniamo che le
assicurazioni cinesi saranno favorite dall'aumento del benessere collettivo di
queste aree e dal conseguente incremento della domanda di previdenza
complementare e di gestione del risparmio". Rimangono positivi sul mercato
cinese anche i gestori di Gestielle Cina. "Siamo
convinti – spiega Pinuccia Parini – che gli utili aziendali continueranno a
crescere e guideranno il mercato al rialzo. La nostra preferenza, a livello
settoriale, é per i settori legati alla domanda interna: le valutazioni del
mercato non sono a sconto ma i fondamentali buoni, gli utili in salita e il
rapporto/domanda offerta sul mercato, nonostante le continue emissioni, rimane
buono. Allo stesso tempo, vediamo come potenziali rischi, un cambiamento
repentino o anticipato delle politiche espansive sino ad ora implementate, un
rallentamento economico globale marcato, una diminuzione dell'appetito di
rischio da parte degli investitori e in genere fattori esogeni". Come
appunto la vicenda del Dubai. "Quanto al Giappone – prosegue la Parini – rimaniamo cauti
perché riteniamo che il quadro macro economico del Giappone rimanga ancora
debole, nonostante le diverse misure di stimolo intraprese. La struttura
dell'economia e della società (out-put gap consistente e diminuzione della
popolazione) rischia di pesare sensibilmente sulla ripresa del paese se non
saranno adottate misure coraggiose sia da parte della classe politica che
manageriale". "Il Giappone é la disperazione di noi gestori –
concorda Rossana Brambilla, esperta mercati asiatici di Sella Gestioni – E'
assolutamente "out of favour" per gli investitori. I troppi problemi
strutturali, a partire dalla debolezza della domanda domestica, pesano su questa
Borsa nonostante ci siano molte società valide che però non vengono inserite
nei panieri degli investitori che preferiscono aree che offrono maggiori
garanzie macro".