Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Oro o mai più

 Un lettore di questo blog mi ha inviato un’email chiedendo
delucidazioni sul prezzo dell’oro: 

“Oggi l'oro e' sui
massimi,  secondo lei ne vale la pena entrare?  la liquidità'
iniettata prima o poi andrà  pagata con
inflazione…..?  il dollaro  sarà ancora discendente???  Gli Usa
sembrano una potenza in declino e  quindi anche la moneta…?”

Provo a dare un parere, posto che nessuno ha la sfera di cristallo, cercando di individuare le ragioni che stanno determinando la corsa del
metallo giallo (oggi ha toccato un nuovo massimo superando
per
la prima volta nella storia quota 1.110 dollari l'oncia sul mercato di Londra).

Perché l’oro sta
salendo?

1)     
A
spingere l’oro in questo momento è in particolare la domanda
dei
fondi di investimento innescata dai forti acquisti da parte della Banca
centrale dell’India che nei giorni scorsi ha deciso di comprare dal Fondo
monetario internazionale 200 tonnellate di oro (per un valore di circa 6,7
miliardi di dollari)

2)     
La
decisione della banca centrale indiana non è fuori dal coro. Anche Cina e
Russia stanno arricchendo i propri forzieri di oro nell’ottica di una maggiore
diversificazione delle riserve, attualmente sbilanciate verso posizioni sul
dollaro. La tendenza delle banche centrali a puntare sull’oro è una novità dato
che fino ad oggi, perlomeno negli ultimi 10 anni, queste hanno venduto oro

3)     
Proprio
la debolezza del dollaro è un altro fattore che alimenta in modo esponenziale
la corsa dell’oro. Come mai? Il fatto che l’oro è scambiato in dollari comporta
che se il biglietto verde perde valore ci vogliono più dollari per acquistare
lo stesso quantitativa di once di qualche settimana fa

4)    
La
debolezza del dollaro spinge all’insù anche il prezzo del petrolio. Questo
influenza l’andamento dei prezzi al consumo (benzina, etc.) e per questo motivo
dovrebbe comportare un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi (gli analisti
si attendono un balzo al 2-2,5% nel 2010). Le spinte inflazionistiche
generalmente giocano a vantaggio dell’oro che è uno dei beni rifugio per
eccellenza dalle schizofrenie dell’economia

5)     
Allo
stesso tempo i mercati azionari mondiali hanno messo a segno performance
strabilianti dal 9 marzo ad oggi. Si sta formando, pertanto, un partito di
scettici che ipotizza una crisi a W (alla ripresa attuale potrebbe seguire una
nuova ondata recessiva). Di fronte a questa incertezza di fondo, ancora una
volta l’oro può rappresentare un porto sicuro dove investire


Se è vero, quindi, che sono molti i fattori macro che spingono
verso un nuovo apprezzamento del metallo giallo, ce ne sono altri, però, che
spingono a prenderne le distanze.

Perché l’oro può
scendere sotto quota 1.000

1)     
E’
vero che tutti i record prima o poi vengono battuti. Quindi è “normale” che il
prezzo dell’oro si sia portato oltre la soglia inesplorata dei 1.100 euro.
Tuttavia, proprio perché trattasi di una soglia inesplorata, è impossibile tracciare
nuove previsioni – sostengono i fautori dell’analisi tecnica – dato che non
esiste una base statistica precedente a cui ancorare le proiezioni

2)     
Il
dollaro in discesa (intorno a 1,5 euro) potrebbe continuare a inabissarsi. Ma
fine a che soglia? Secondo il parere di un pool di gestori che ho avuto modo di
sentire in un convegno la scorsa settimana a Milano la flessione del dollaro
non dovrebbe spingere al di là della soglia degli 1,6 euro (comportando una
perdita di circa il 7% rispetto al valore attuale).  Uno scenario – è ragionevole supporre –
credibile. Perché una discesa del dollaro al di sotto del territorio (anche in
questo caso inesplorato) di 1,6 euro minerebbe quello che viene definito
“equilibrio del terrore finanziario” tra Usa e Cina. Un equilibrio basato sul
fatto che la Cina
acquista titoli pubblici statunitensi finanziando l’enorme deficit pubblico
americano, pagandoli relativamente a buon mercato con un dollaro basso.
Tuttavia una discesa ulteriore del biglietto verde andrebbe a minare questo
equilibrio alla luce del fatto che comporterebbe un’ulteriore svalutazione
delle ingenti riserve cinesi composte da debito pubblico Usa (e quindi da
dollari). Alla luce di queste considerazioni, pertanto, la spinta propulsiva
che la caduta del dollaro potrà dare all’oro non sembra ancora poi così tanta;

3)     
Se
l’inflazione in futuro tornerà a salire (non solo quella importata dall’aumento
del prezzo del petrolio) le banche centrali – il cui compito è proprio quello
di controllare il livello dei prezzi frenandone pericolose impennate –
tenderanno ad alzare i tassi. In questo caso tornerebbero attraenti i titoli di
Stato – considerati un altro bene rifugio dagli investitori – e quindi la
domanda dei fondi verrebbe canalizzata anche verso questa direzione, in
parte a discapito dell’oro.

4)    
Infine,
comprare ai massimi, insegna la storia finanziaria, non è mai stata la
decisione migliore per un investimento.


Alla luce di tutto ciò, il lettore valuti con attenzione
le proprie scelte.