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Tornano di moda i mutui con l’ “ombrello”

Tornano di moda i mutui
variabili con cap, una formula che protegge le rate dalla volatilità dei tassi
di interesse. Tassi che viaggiano oggi sui minimi storici (in Europa il costo
del denaro è fermo all’1% da maggio mentre gli Euribor sono bloccati sui minimi
di fine settembre con l’indice trimestrale intorno a quota 0,74% e il mensile a
0,43%) e rendono l’opzione variabile più attraente in partenza rispetto a
quella del fisso che, in media, costa oggi 2,5-3 punti percentuali in più. Allo
stesso tempo, però, gli esperti sono dell’idea che i tassi potrebbero
riprendere la strada al rialzo già nel 2010, qualora l’economia dovesse
ripartire. Questo scenario sta spingendo molti istituti ad aggiornare il
bouquet prodotti con l’opzione cap (a cui spesso vengono abbinate polizze sul
mutuatario che costano anche oltre lo 0,16% annuo calcolato sul debito residuo).
L’ultima novità in tal senso è di Barclays che in settimana ha lanciato il
“Mutuo Tasso Protetto Barclays”: un finanziamento con spread dell’1,4% (per
durate da 20 a
30 anni) agganciato all’Euribor a 3 mesi. La protezione scatta nel caso il tasso
finito (Euribor+spread) supera il 5,5%. Si aggancia invece al tasso Bce il
“Mutuo TassoSempreBasso” lanciato il 16 settembre da Bpm: anche in questo caso
l’ “ombrello” si apre se il tasso finale balza oltre il 5,5%. L’istituto ha
modulato una versione standard (spread del 2%) e una per ragazzi fino a 35 anni
(spread dell’ 1,70% e spese ridotte). Apripista della nuova ondata di mutui con
cap è stata, tuttavia, Banca Mps che lo scorso febbraio ha lanciato “Mutuo Mps
Protezione” con cap al 5,5%. Un prodotto scelto negli ultimi tre mesi da una
famiglia su due, come spiega Davide Vivaldi, responsabile finanziamenti retail.
Gli spread oscillano dall’1,65% (durata
10 anni) al 2,15% (40 anni). Se il cliente acquisisce due polizze collegate
(scoppio/incendio e un’ altra a scelta) lo spread scende all’1,60% (promozione
valida fino al 31 dicembre). Più basso lo spread di “Mutuo Chiaro&Certo
Easy” di Banca FriulAdria che però blocca le rate al 6,2%. Mentre Banca Sella
ha lanciato la linea “Rubino” che prevede spread dal 2,15 al 2,40% abbinati a
cap dal 5,5 al 6,5%. Diversa la strategia adottata da Intesa Sanpaolo – che ha
lanciato la formula cap dal 2004, l’ombrello si apre al 6,25% – che punta sul
fisso offrendo
la nuova versione di “Domus fisso” al tasso nominale del
4,85%.