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Borse, gli analisti dicono buy

Toro
Piazza Affari non mancano le buone occasioni. Almeno a
giudicare dai giudizi emessi o confermati dagli analisti nel mese di settembre,
prospettando la variazione dei prezzi dei titoli del paniere Ftse Mib nell’arco
di 12 mesi.  I report evidenziano che in
tre casi su quattro ci si aspetta un apprezzamento del valore delle azioni con
punte vicine al 50 per cento. In media, gli ultimi target price fissano il
prossimo scatto dei prezzi che ogni giorno muovono i book del listino milanese
del 10 per cento. Un dato che mette d’accordo gli addetti ai lavori: “Stimiamo
entro fine anno un ulteriore recupero delle quotazioni a Milano nell’ordine del
10-12%”, sottolinea Francesco Previtera, responsabile dell’Ufficio Studi di
Banka Akros.

“La nostra idea è che il rialzo non sia terminato –
conferma Matteo Ghilotti, corresponsabile dell’ufficio studi di Equita Sim -.
Sposiamo la visione bullish perché nei prossimi trimestri ci aspettiamo una
forte crescita del Pil in Europa e Usa. Allo stesso tempo le aziende hanno tagliato
drasticamente i costi in questa fase di riassetto. E’ quindi sufficiente un
lieve aumento del fatturato per far lievitare gli utili.  Per questo ci aspettiamo un aumento del 20%
annuo dei profitti delle aziende nel 2010-2011”. Un altro fattore che gioca a favore
dell’attuale fase “Toro” per le Borse è legato – argomenta Ghilotti – è legato
alla scarsa concorrenza dei titoli di Stato, i cui rendimenti viaggiano sui
minimi storici.

A ciò va aggiunto, secondo Previtera, che “l’entità della
discesa dei mercati iniziata a luglio 2007 e terminata a marzo 2009 è tale per
cui il rimbalzo che c’è stato fin qui è insufficiente a scontare le migliorate
prospettive sul fronte economico”.

Tra le singole storie, i report premiano in particolare
Atlantia, Impregilo e Banca Generali. Secondo Credit Suisse il titolo delle
autostrade italiane può correre fino a 24 euro (il 46% in più rispetto ai 16,38
della chiusura di giovedì) per effetto di “risultati forti nella prima metà
dell’anno” a cui si aggiunge il dato positivo sul
traffico autostradale di luglio e agosto, che torna a crescere per la prima
volta dal primo trimestre del 2008. Gli analisti di Mediobanca puntano il
focus, invece, su Impregilo che può raggiungere il prezzo obiettivo di 4 euro
(il 35% in più rispetto ai prezzi attuali). Positiva anche l’impostazione su
Banca Generali. Banca Akros ha fissato il prezzo obiettivo a 9 euro (il 28% in
più dei 7,06 alla chiusura di giovedì) dato che “
il gruppo potrà essere, tra quelli quotati, il maggior beneficiario dei
benefici derivanti dallo scudo fiscale”.

Non entusiasmante, invece, lo scenario per
Fiat. Gli ultimi target non smuovono al rialzo il Lingotto rispetto agli 8,38
euro di giovedì. Per Rbs le azioni della casa torinese valgono 8 euro mentre
per Chevreux potrebbero perdere quota nei prossimi mesi a 6,5 euro. Quanto a
Eni  (primo titolo di Piazza Affari con
una capitalizzazione superiore a 66 miliardi di euro) il titolo è “buy” (da
comprare) fino a 19,2 euro (equivarrebbe a un premio dell’11% rispetto alle
ultime contrattazioni). Per Banca Imi ha margini di risalita fino alla soglia
dei 25 euro. Mentre per Banca Akros il titolo “è un dog” e “farà peggio del
mercato”. Non è questo il primo caso in cui i report degli analisti di
discostano nel fare previsioni. Come mai? “
Il target price non deve essere la Bibbia per un investitore.
E’ una buona indicazione ma va sempre presa con le molle – spiega Ghilotti –
perché si basa su ipotesi che non è sempre detto che si verifichino, essendo
molte le variabili in gioco”.

Insomma: il consiglio è prima di investire è
di ponderare bene il prezzo e condividere la tesi dell’analista. Tesi che in
alcuni casi possono essere decisamente ottimistiche come quella avanzata a
inizio settembre da Exane che in un sol colpo ha alzato il prezzo obiettivo a
livello esponenziale di Yell (la Seat Pagine
gialle inglese) passando da 1 a
80 pence.