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Borsa, Milano è cara: le società valgono 25,4 volte gli utili attesi

Dai minimi toccati il 9
marzo 2009 gli oltre 300 titoli societari quotati a Piazza Affari hanno
inanellato, in media, un balzo del 77% recuperando il passivo registrato nei
primi due mesi e portando il bilancio da inizio anno a un +25 per cento. Dietro
questa accelerazione, però, si nascondono i timori che molti titoli quotino, ai
prezzi attuali, con un premio rispetto al fair value. In effetti, secondo le
elaborazioni della società di analisi Factset, le società di Piazza Affari
valgono attualmente 25,4 volte gli utili attesi a fine anno. Un dato nettamente
superiore rispetto alla media del p/u (il rapporto tra prezzo del titolo e
utili aziendali) archiviato negli ultimi anni. Nel 2008, infatti, questo
multiplo si é attestato a quota a quota 16,2; nel 2007 a 14,7; nel 2006 a 13,8. 

Al picco del
p/u hanno contribuito certamente il rialzo azionario messo a segno dal mercato
dal 9 marzo unitamente alla riduzione degli utili societari rispetto agli
ultimi anni, complice l'attuale contrazione economica. Le quotazioni correnti
indicano che ci vogliono circa 25 anni per ripagarsi un investimento in azioni
con i soli dividendi distribuiti annualmente dalle società mentre fino all'anno
scorso ne "bastavano" 16. Il dato medio non deve tuttavia ingannare.
Ci sono titoli che viaggiano su multipli più
ragionevoli, mentre altri risultano cari. Tra le large cap, la società che
quota più a sconto é Enel che, nonostante il balzo del 41% messo a segno dal 9
marzo, vale 8,7 volte gli utili attesi a fine anno. Come Finmeccanica che però
ha corso meno (4,32% da inizio anno, +18% dal 9 marzo). Sotto la media anche
Eni che quota attualmente 10,8 volte i profitti attesi nel 2009; Telecom (da
inizio anno ha perso il 2% nonostante il 44% guadagnato dal 9 marzo) viaggia
con un multiplo p/u 2009 di 11,1. Tra i finanziari, Milano Assicurazioni é il
titolo oggi più a sconto (p/u pari a 11,4), seguito da Unipol (14) e Alleanza
(14,1). Più care le valutazioni di Intesa Sanpaolo (17,3) e Banco Popolare
(18,3). Oltre quota 20, invece, Banca popolare di Milano (20,6), UniCredit
(21,1), Ubi banca (23,8) e Mediobanca (27,3). Tra i titoli più cari, seguendo
il multiplo prezzo/utili, ci sono Fiera Milano (137,2), Banca Finnat (115,1),
Bulgari (101,1). Multipli alti anche per Pirelli
(40,2), Fastweb (36,7), Banca Carige (33,2) e Credito Emiliano (32).