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Valute, i gestori consigliano zloty polacco e real brasiliano

Riporto un articolo che ho scritto per Plus24, l'inserto settimanale del Sole 24 Ore dedicato alla finanza personale e al risparmio gestito, sulle valute più "appetbili" al momento per un investimento.

Valute ballerine. In questo
agosto il mercato dei cambi sta dimostrando un’eccezionale volatilità,
suscettibile all’alternarsi del flusso di notizie contrastanti che giungono sul
fronte macroeconomico. Quelle positive, che lasciano presagire una ripresa
dell’economia dall’attuale fase recessiva, alimentano l’appetito per il rischio
spingendo gli investitori verso valute considerate meno sicure perché viaggiano
su valori alti (come l’euro) o perché agganciate ad economie meno solide (come
quelle dei Paesi balcanici e dell’est Europa). Le notizie negative, invece, che
allungano i tempi della fuoriuscita dalla crisi, favoriscono l’avversione al
rischio sbilanciando gli investitori verso valute rifugio come dollaro e yen.

Insomma, il mercato dei cambi
fatica in questa fase a prendere una direzione chiara. E allora, come muoversi?
Quali sono le prospettive per i prossimi sei mesi? Ci sono delle opportunità
per un risparmiatore che intende spostare una parte degli asset su altre
valute?

Quanto all’andamento del
biglietto verde gli esperti hanno pochi dubbi. E’ più probabile che perda nuovo
terreno nei confronti
dell’euro che il contrario (oggi un euro è
scambiato a 1,432 dollari). “Il
rapporto
euro/dollaro entro fine anno non dovrebbe discostarsi dalla forchetta 1,38/1,48
– spiega Roberto Mialich, esperto cambi di UniCredit -. La debolezza del
dollaro è legata alle previsioni di politica monetaria secondo cui
la Federal reserve, tra le
grandi banche centrali, sarà l’ultima a rialzare i tassi”. Un punto sul quale
concorda Alessandro Fugnoli, analista di Abaxbank: “Stimiamo un movimento del
dollaro nei confronti dell’euro tra quota 1,35 e 1,5. L’inflazione ai minimi
favorirà un atteggiamento attendista delle banche centrali nei prossimi mesi.
In ogni caso, l’Europa precederà gli Usa in future manovre restrittive”. Tempi
rimandati anche per una nuova rivalutazione dello yen, dopo che nell’ultimo
anno l’euro ha perso il 18% sulla divisa nipponica. “
Il Giappone convive
da tempo con una deflazione strisciante – continua Fugnoli -. Un rafforzamento
dello yen sarebbe pericoloso perché aumenterebbe le pressioni
deflazionistiche”. Se dollaro e yen non entusiasmano gli esperti, lo stesso
dicasi per la sterlina il cui andamento nei prossimi mesi dovrebbe essere all’insegna
della calma piatta e compreso nel range 0,84/0,88 euro (oggi un euro è
scambiato a 0,876 sterline).

Allora, su quale valute conviene investire? “Chi ha un
orizzonte temporale di almeno sei mesi potrebbe puntare sulle monete di quei
Paesi che, per primi, potrebbero beneficiare della ripresa dell’economia –
argomenta Mialich -. Tra queste il giudizio è positivo su corona norvegese e
dollaro australiano perché le banche centrali di questi due Paesi dovrebbe anticipare
gli altri istituti nel rialzo dei tassi. Ci aspettiamo anche una rivalutazione
del real brasiliano (nei confronti del quale da inizio anno l’euro si è
deprezzato già del 18%, ndr) e dello zloty polacco (dopo l’apprezzamento del
25% dell’euro negli ultimi 12 mesi, ndr)”. Brasile, Australia e Polonia
rientrano anche nella top di Fugnoli, che aggiunge, in quanto importante
produttore di materie prime, anche il Sudafrica. “Al di là delle valute –
conclude – è interessante in questa fase considerare un investimento con una
strategia carry trade. Ai tassi attuali, conviene indebitarsi in dollari o euro
e puntare su Paesi che offrono interessi più alti”. Anche in questo caso il
Brasile appare come la “scommessa” più allettante dato che i governativi con
scadenza 1 gennaio 2011 offrono un rendimento lordo del 9,42 %, quasi il doppio
del 5,03% dei titoli della Repubblica di Polonia. Un premio dettato dal rischio
più elevato: Standard & Poors e Fitch collocano, infatti, i bond brasiliani
nella categoria BBB-, quella al confine tra i titoli free-risk e gli
speculativi. Più sicuri, invece, i bond polacchi che hanno incassato un
giudizio A- che, in gergo, sta per “buona capacità di rimborso del debito”.