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I nuovi bond Enel? Daranno il 4%

I nuovi bond di Enel destinati al mercato retail potranno offrire fino al 4% annuo lordo. Gli analisti hanno pochi dubbi e concordano sul valore massimo che dovrebbero incorporare le cedole delle obbligazioni che il gruppo energetico potrebbe quotare nei prossimi mesi. Il 30 luglio, infatti, il consiglio di amministrazione ha deliberato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari fino a 10 miliardi di euro, da collocare entro metà del 2010 presso investitori istituzionali e/o presso i risparmiatori. Al momento, la società non ha indicato ulteriori dettagli sulla nuova provvista finanziaria specificando che tempistiche e modalità dipenderanno dall’andamento del mercato. Non è detto, tra l’altro, che l’amministratore delegato, Fulvio Conti, eserciti al 100% la facoltà concessa dal cda. In occasione del precedente mandato del 2007, infatti, dei 10 miliardi “stanziati” ne sono stati utilizzati, tra investitori istituzionali e retail, meno della metà (4,7).


In ogni caso, come è accaduto a dicembre 2007 (quando la società ha lanciato sul mercato domestico due prestiti obbligazionari a 7 anni per un importo complessivo di 2,3 miliardi di euro) e prima ancora a marzo 2005 (due prestiti retail a 5 anni per un totale di 1 miliardo di euro) anche in questa occasione dovrebbe essere riservata una fetta ai piccoli risparmiatori. Ed è proprio sulla base del track record delle precedenti emissioni, unitamente al rating sulla solvibilità del gruppo su cui grava un debito netto di 55,7 miliardi di euro, che gli esperti si sbilanciano sulle previsioni fissando l’asticella del rendimento potenziale dei bond Enel al 4%: un livello più alto rispetto ai governativi italiani con scadenza a 5 anni che viaggiano intorno al 2,9 per cento. “Considerando che oggi i bond Enel in scadenza nel 2015 offrono sul mercato secondario un rendimento del 3,87%, se le nuovi obbligazioni avessero una durata di 6 anni (scadenza 2015, quindi, ndr), presumo che la forchetta della cedola a tasso fisso potrebbe essere compresa tra il 3,75% e il 4% – spiega Angelo Drusiani, responsabile investimenti di Albertini Syz -. Il che rappresenta un premio rispetto alle rispettive obbligazioni di Eni che pagano il 3,28 per cento. Premio giustificato dalla differenza del rating fra due società”. Eni, infatti, beneficia di un giudizio AA-, mentre recentemente le agenzie S&P e Fitch hanno mantenuto il giudizio A- per Enel rimuovendo però il credit watch “negativo” e riportando a “stabile” l’outlook. “Tuttavia Enel potrebbe evitare la scadenza 2015 che è un po’ affollata dato che ha in scadenza prestiti per 2,3 miliardi di euro – prosegue Drusiani -. Quindi potrebbe optare per un’emissione retail a 5 anni (scadenza 2014, ndr) e in questo caso la forchetta oscillerebbe tra il 3,5 e il 3,75%, oppure per un’emissione a 7 anni con una cedola al 4 per cento. Per l’eventuale componente a tasso variabile – conclude – è ipotizzabile uno spread intorno allo 0,7-0,8% sull’Euribor semestrale (fissato giovedì a quota 1,133%, ndr)”. Proporzioni non distanti da quelle indicate da Nicola Trivelli, direttore investimenti di Sella gestioni. “Credo che Enel ossa presentare un’offerta retail con scadenze a 5 e 7 anni al massimo – spiega -. Nel primo caso la cedola fissa potrebbe aggirarsi intorno al 3,5% e quella variabile all1,5-1,6%; nel secondo caso il tasso fisso potrebbe pagare il 4% e l’indicizzato l’1,7 per cento”. Tassi, si intende, da considerare al lordo delle commissioni di intermediazione (che variano da banca a banca) e della ritenuta del 12,5 per cento. La storia recente insegna, inoltre, che gli interessi più alti si conquistano acquistando i titoli sul mercato primario (in sede di emissione, con prenotazione in banca quindi). Per capirlo basta osservare l’andamento degli ultimi bond Eni, collocati a fine giugno con un rendimento del 4,02% lordo e scivolati dopo un giorno, complice l’alta domanda che ha spinto i prezzi al rialzo, al 3,8 per cento. Vicenda analoga al collocamento di obbligazioni Fiat di fine luglio (riservato agli istituzionali), offerte sul primario al 9,25% e prezzate il giorno successivo in Borsa al 7,8 per cento.