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Mutui, quando il fisso balla

Se i mutui a tasso variabile hanno la cattiva nomea di
essere ballerini (perché risentono delle fluttuazioni del costo del denaro e
dei tassi sui prestiti interbancari) anche quelli a tasso fisso non sono da
meno. Almeno per ciò che riguarda il lasso di tempo iniziale, quello che va
dalla scelta preliminare del mutuo fino alla stipula effettiva. In questa fase
(che può essere più o meno lunga in base ai tempi di espletamento della perizia
e dell’istruttoria e delle pratiche notarili) il tasso finale a carico del
mutuatario può subire delle forti oscillazioni rispetto a quanto inizialmente
concordato con l’istituto erogante.  Perché
l’Irs (Interest rate swap) di riferimento – il parametro a cui sono agganciati
i mutui a tasso fisso – subisce oscillazioni quotidiane, in alcuni periodi
anche piuttosto consistenti. Lo dimostra quello che si è verificato negli
ultimi due mesi quando l’Irs a 20 anni (quello che interessa la fetta più ampia
di mutui in Italia) si è mosso tra un minimo del 3,69% (9 marzo) a un massimo
del 4,11 per cento. Uno sbalzo di 42 punti base che, tradotti in rate per un
finanziamento di 200mila euro, equivalgono a un rincaro di circa 50 euro al
mese.

Nell’ultima settimana l’Irs a 20 anni è leggermente sceso
sotto la soglia del 4% (la scorsa settimana è passato dal 3,96% al 3,85%
segnato venerdì 24 aprile) ma resta comunque più alto del valore di inizio marzo.
E resta, in modo del tutto anomalo, più alto rispetto alle scadenze più lunghe
(anch’esse in aumento negli ultimi mesi) che tecnicamente dovrebbero risultare
più care. Cosa giustifica la recente, forte, volatilità degli Irs? La prima
ragione, secondo Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it, è legata al mix di
aspettative positive nei prossimi mesi su ripresa economica, inflazione in
salita e, di conseguenza, tassi in salita. Inoltre – spiega Anedda – “essendo
derivati finanziari (con cui gli istituti di credito, che fanno rifornimento di
denaro sul mercato a tasso variabile privo di rischi, assorbono il rischio di
variazione futura dei tassi e quindi prestano il denaro a tasso fisso senza
temere le fluttuazioni dei tassi, ndr) gli Irs rappresentano in un certo senso
una scommessa delle banche sul futuro che spiega alcuni scostamenti irrazionali”.
Il consiglio per i nuovi mutuatari? “Tenere sotto controllo l’Irs fino alla
stipula e, in sede preliminare, farsi preparare un piano di ammortamento che
tenga conto di un eventuale rialzo per valutare l’eventuale sostenibilità della
rata”.