Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Euribor al capolinea

Per la prima volta dagli
inizi di ottobre, il tasso Euribor a tre mesi è tornato a risalire spostandosi ieri 
dall'1,405% all'1,406 per cento (questa mattina è risceso all'1,4%). Quello  di ieri è certo un ritocco marginale che,
tuttavia, potrebbe avere un significato importante e indicare che la caduta del parametro a cui
sono agganciate le rate dei mutui a tasso variabile potrebbe essersi arrestata.

Del resto la stessa
dinamica è stata già riscontrata per l'Euribor a un mese che, dopo aver
raggiunto giovedì 16 aprile 2009 il minimo storico a quota 0,992%,
è lentamente risalito e viaggia ormai stazionario intorno all'1 per cento.

Alla luce di questo nuovo
trend, cosa devono aspettarsi i soggetti che hanno sottoscritto un mutuo a tasso
variabile o che si apprestano a farlo? Per capirlo, bisogna prima individuare
le ragioni per cui gli indici Euribor negli ultimi giorni hanno interrotto la
discesa (a ottobre 2008 viaggiavano oltre il 5%). Gli Euribor esprimono la
media dei tassi di interesse ai quali le banche si prestano fra loro i soldi.
Per questo motivo sono molto sensibili alle attese sui mercati (tassi della
Banca centrale europea) e alle prospettive economiche. Lo dimostra il fatto che
l'Euribor a un mese, come si è detto, si è portato attorno all'1% anticipando
la probabile prossima mossa della Banca centrale europea che, secondo gli
esperti, giovedì 7 maggio dovrebbe tagliare ulteriormente il costo del denaro
dall'1,25% all'1 per cento.

In quest'ottica appare
chiaro il movimento tracciato il 23 aprile 2009 dal mini-rialzo dell'Euribor a
3 mesi. Gli esperti leggono questa inversione di tendenza come il segnale che
nei prossimi mesi l'economia potrà tornare a crescere e, di conseguenza, la
banca centrale europea potrebbe tornare ad alzare i tassi riportandoli
lentamente verso un livello più equilibrato.
Ovviamente, nessuno si sbilancia in previsioni sulla tempistica dei prossimi
rialzi; è comunque probabile che i tassi, nel complesso, resteranno al di sotto
del 2% ancora per diversi mesi. Tuttavia gli ultimi riferimenti che arrivano
dal mercato interbancario lasciano supporre che l'importo delle ultime rate dei
mutui a tasso variabile ha probabilmente toccato il fondo e difficilmente
continuerà ad assottigliarsi.

Nell'ottica di chi invece
si appresta a stipulare un nuovo mutuo, è bene sapere che l'attuale variabile
non potrà che risalire in futuro (scontando uno scenario ancora irrazionale) ma
allo stesso tempo che, attualmente, il rispettivo mutuo a tasso fisso, a parità
di spread, costa circa 3 punti percentuali in più.