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Mutui, tasso Bce o Euribor?

Banche in fermento sul fronte mutui. Questa mattina Ing direct ha lanciato un mutuo a tasso variabile ancorato al tasso della Banca centrale europea, e non più all’Euribor, il parametro sino a oggi preferito dalle banche per calcolare le rate dei mutui variabili. E, al pari dell’istituto olandese, anche altri hanno presentato nei giorni scorsi un’offerta analoga. Un movimento che segue la scia tracciata dall’ “Euromutuo” introdotto lo scorso novembre dal Gruppo Bipiemme e di quanto successivamente indicato dal decreto legge anticrisi (numero 185 del 29 novembre 2008) che stabilisce, appunto, che dal 1° gennaio 2009 gli istituti che offrono mutui a tasso variabile devono consentire ai clienti la possibilità di scegliere di agganciare il finanziamento al tasso della Banca centrale europea. Per questo motivo c’è da aspettarsi che nelle prossime ore anche le banche che al momento sono in ritardo aggiorneranno il bouquet-mutui aggiungendo un prestito ancorato al costo del denaro.
La tendenza. Dall’analisi delle prime offerte emerge che lo spread (margine di ricarico) applicato sui mutui legati al tasso Bce è più alto rispetto a quello conteggiato sui “mutui Euribor”. Nel dettaglio, i nuovi prestiti variabili di Ing sono più cari di 0,25 punti percentuali di quelli indicizzati all’Euribor (da oggi non più offerti). UniCredit applica un ricarico di 0,5 punti (dal 2% all’1,5%), Bipiemme tra 0,3 e 0,7 punti (a seconda del tipo di durata). Il “mutuo Ambra” di Banca Sella costa 0,65 punti percentuali in più se legato al tasso Bce. Diversa la strategia di Banco popolare che fa valere per entrambe le tipologie di prodotti uno spread del 2 per cento. Intesa Sanpaolo, invece, pratica un margine del 2,15% sul prodotto “Domus Bce” che scende a un range tra l’1,4% e l’1,65% sul variabile agganciato all’Euribor a 1 mese.
La spiegazione. In linea generale, il maggiore costo medio dello spread del “mutuo Bce” è imputabile al fatto che questo incorpora una sorta di copertura assicurativa implicita, proprio perché il tasso Bce è più stabile degli indici Euribor che, invece, sono molto sensibili a eventuali contrazioni del mercato del credito e possono quindi muoversi in modo anomalo. Lo prova quello che è successo nel 2008 quando, a causa della crisi dei derivati subprime, gli indici Euribor sono balzati oltre il 5%, staccandosi anche di oltre 100 punti base rispetto al tasso Bce.
Come scegliere. Alla luce di queste novità, quale mutuo è più conveniente? Una risposta univoca non c’è. In ogni caso, chi opta per un variabile deve ponderare la scelta (Bce o Euribor) con molta attenzione. Oggi, ad esempio, i “mutui Euribor” risultano meno cari perché le tensioni sul mercato interbancario si sono placate e gli Euribor si sono di nuovo allineati ai tassi Bce: l’indice a 1 mese è addirittura meno caro (2,278%) rispetto al tasso Bce (2,5% ma domani è previsto un taglio al 2%) mentre quello a tre mesi è leggermente più alto (2,631%). Allo stesso tempo va tenuto conto che, al di là dell’anomalia registrata nell’ultimo anno con gli Euribor alle stelle, lo scarto tra questi e il tasso Bce, storicamente, è stato sempre contenuto (compreso tra lo 0,1% e lo 0,2% a seconda delle scadenze). Considerazioni, queste, che farebbero propendere per la bontà della scelta del “mutuo Euribor”. Anche se, come recita un antico proverbio, del domani non v’è certezza.

Le offerte in campo

Banca

Spread

Differenze per importo/durata

Mutuo Bce

Mutuo Euribor

Ing direct

1,50%

1,25% *

fino a 100mila 

1,25%

1% *

da 100mila
a 200mila


1,20%

0,95% *

importi oltre
200mila


UniCredit

2,00%

1,50%

Bipiemme

1,50%

0,8-1,2%

Intesa Sanpaolo

2,15%

1,4-1,65%

Banca Sella

2,15%

1,50%

10 anni

2,35%

1,70%

20 anni

2,60%

1,95%

30 anni

Banco popolare

2,00%

2,00%

* Offerta non più in commercio ma sostituita da quella ancorta al tasso Bce – Fonte: dati forniti dai singoli istituti

  • cla |

    variabili bce non ci sono paragoni…e’ sempre stato + basso dell’euribor e del fisso hai voglia te quant si risparmia prima di arrivare al livello del fisso meditate gente meditate!!!!!!!!!!!l’ho appena fatto anche io variabile bce.cla

  • mattia |

    Ma sui fidi ti tipo “cassa” che fanno andare avanti le imprese come la mia (fidi distribuiti tra scoperto di conto corrente e portafoglio saldo buon fine per l’anticipo delle ri.ba. emesse) perchè il tasso della mia banca continua a salire invece di scendere? Qualche settimana fa lo hanno portato al 9.55% ed è anche un fido garantito al 120% da fondi cash!!!
    In sostanza uno spread dell’ 8.25% dal prime rate attuale (1.25%), oltre alla simpatica e tutta italiana Commissione di Massimo Scoperto (“CMS”), annullata entro il 30/06/09 dal decreto anticrisi, ma prontamente sostituita da tutte le banche da un’altra commissione simile la “Commissione di Messa a Disposizione”.
    Ormai questa non è una democrazia ma una bank-o-crazia. Ma un antitrust per le banche no?
    Qualcuno commenta?

  • letizia |

    se attualmente chiedo un mutuo di 160000 € per 25 anni quanto dovrei pagare ,visto che il tasso della BCE è sceso parecchio?

  • Marco |

    Se si vuole farsi “prestare” i soldi BISOGNA SEMPRE sapere quanto si deve restituire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    FISSO SEMPRE E PER QUALSIASI PRESTITO GRANDE O PICCOLO!!
    Quelle persone cha hanno fatto il mutuo a tasso variabile SAPEVANO(e se non lo sapevano sono ignoranti!!!) che le rate potevano aumentare o diminiure..Ora perch+ TUTTI NOI dobbiamo pagare per loro??????
    Inoltre se non compravano TUTTI CASE ora non avrebbero questi VALORI ASSURDI:150.000 per BILOCALE da 45Mq!!!!
    Sveglia gente FISSO sempre e si compra QUANDO SI PUO’!!!
    Ciao a tutti

  • Damiano |

    Io sono ignorantone in materia.
    Il sottoscritto desidera saper PERCHE’ quando i TASSI AUMENTANO gli aggiornamnti sono immediati e quando scendono devono PASSARE TRE MESI.

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