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Titoli di Stato, la carica di fine anno

«Il miglior investimento e il più sicuro restano i titoli di Stato». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi oggi nel corso del vertice dei Paesi dell’Unione europea a Bruxelles. La pensano così anche gli investitori italiani a giudicare da come sono andate le aste dei BTp (Buoni del Tesoro poliennali) di questa mattina. Contrariamene a chi si aspettava una fuga dai titoli di Stato (per effetto del calo dei rendimenti conseguenti ai recenti tagli dei tassi della Banca centrale europea che ha portato il saggio di riferimento al 2,5%) le aste hanno registrato un ottimo riscontro sul fronte della domanda. Questa ha sfiorato i 6,5 miliardi di euro a fronte dei 3,8 miliardi assegnati da Via XX Settembre. «È il segnale – afferma un trader – che al momento non ci sono problemi a collocare il debito italiano».

Le aste – Nel dettaglio, Il Tesoro ha assegnato oggi 1,4 miliardi di BTp a 15 anni (2008-2023) con un rendimento annuo lordo del 5,02 per cento. Assegnati anche 999 milioni di BTp a 5 anni (2007-2012) con rendimento al 3,82% e 1,4 miliardi di Btp a 10 anni (2004-2014) con rendimento annuo lordo al 4,11 per cento. Per quanto riguarda i titoli a 15 anni l’importo offerto è stato di 1,402 miliardi a fronte di una richiesta per 2,394. Per i quinquennali l’offerta era di 999,2 milioni, con una richiesta di 1,830 miliardi. Infine per i titoli a 10 anni l’offerta è stata di 1,447 miliardi contro una richiesta di 2,263 miliardi.

Affidabilità – Allo stesso tempo, sul fronte delle negoziazioni dei titoli al mercato secondario lo spread (differenziale di rendimento) tra i BTp e il Bund tedesco (considerato dagli investitori l’investimento governativo più affidabile dell’area euro) è tornato ad allargarsi, fino a 135-136 punti base. Il che significa che, in sostanza, chi investe oggi in titoli di Stato italiani a lunga scadenza (i BTp appunto) ottiene una performance superiore dell’1,3% rispetto a un analogo titolo emesso dalla Repubblica tedesca. Un premio dettato dal maggior rischio che gli investitori attribuiscono ai bond italiani. Sul tema è intervenuto sempre questa mattina Berlusconi che ha definito “non sostenibile” tale differenziale. Peggio, se così si può dire, vanno le cose in Grecia dove spread di rendimento tra titoli di stato decennali con quelli tedeschi ha toccato un nuovo massimo di quasi 10 anni, sulla scia del deterioramento della situazione politica del Paese, allargandosi fino a 203 punti base. Per trovare un numero più alto bisogna tornare indietro all’aprile del 1999.