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Mutui, il tetto “virtuale” del 4%

Per chi non ha ceduto all’emotività (incoraggiato da sportellisti in conflitto di interessi) e non ha rinegoziato negli ultimi mesi il proprio mutuo da variabile e fisso è arrivato il sereno. Dopo un anno di rialzi le rate, infatti, hanno intrepreso un forte movimento ribassista destinato a durare (e probabilmente a migliorare) nel 2009.
Le rate sono più leggere per due motivi: sia perché i tassi Euribor a cui sono ancorate sono in flessione da ottobre (ed è probabile che continuino a scendere dopo il taglio al costo del denaro dal 3,25% al 2,5% annunciato giovedì dalla Banca centrale). E sia perché il Governo è intervenuto (attraverso il decreto 185 del 29 novembre) in favore di chi ha sottoscritto un mutuo variabile fissando, per il 2009, una soglia di costo del 4% oltre la quale interviene lo Stato. Una misura che non riguarda, però, tutti i mutui, ma solo quelli che, al momento della sottoscrizione costavano meno del 4 per cento. Per tutti gli altri la soglia di protezione è fissata nel tasso di partenza iniziale.


Ma quali sono i mutui che beneficeranno della riforma? “Si tratta in particolare dei prestiti sottoscritti tra la metà del 2003 e marzo 2006 con un spread inferiore all’1,4% – spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it -. In questo arco, infatti, l’Euribor ha oscillato tra il 2,1 e il 2,5 per cento. Pertanto il tasso iniziale si è attestato nella maggior parte dei casi sotto il 4 per cento. E’ invece andato probabilmente oltre tale soglia chi ha stipulato un mutuo dall’agosto 2006 quando l’Euribor si è impennato oltre il 3 per cento”. Ma quale è il reale vantaggio che trarranno i mutuatari? “Ipotizzando un mutuo avviato a novembre 2003 a un tasso del 3,49%, dato dalla somma tra l’Euribor al 2,09% e uno spread dell’1,4%, vi sarà dal prossimo gennaio un effettivo risparmio – spiega Anedda -. Per un finanziamento ventennale di 100mila euro la rata, che alle condizioni attuali (tasso nominale al 4,7%, ndr) sarebbe pari a 650 euro, scenderà a 606 grazie al tetto fissato dal Governo”. Viceversa non ci sarà alcun risparmio per chi, ad esempio, ha stipulato un mutuo nel febbraio 2007 al tasso originario del 5% (Euribor 3,6% + spread 1,4%). A ciò va aggiunto anche che, per molti mutui sottoscritti a un tasso iniziale inferiore del 4%, lo scudo governativo potrebbe essere virtuale o durare solo per qualche mese. Secondo le stime dell’Abi, infatti, nel secondo trimestre del 2009 l’Euribor a 3 mesi dovrebbe scivolare al 2,81% e al 2,6% in quello successivo. Scenario in cui si assottiglierebbe ulteriormente la quota dei mutui su cui scatterebbe il paracadute governativo, visto che il tasso nominale risulterebbe già di per sé inferiore allo scudo stesso.

  • gunnar |

    ci sono novità? non ho sentito più parlare del tetto e la banca non ha detto nulla, la rata mi scade il 10 gennaio

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