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Tfr, Fondi pensione in rosso

Adesioni in frenata e rendimenti in calo. A poco più di un anno dal decollo della riforma della previdenza integrativa in Italia, il bilancio per chi ha scelto di spostare il Tfr (Trattamento fine rapporto) dall’azienda a un fondo pensione non è dei migliori.

Iscritti. Secondo i dati Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, nei primi quattro mesi del 2008 gli iscritti hanno raggiunto quota 4,686 milioni (di cui 3,5 dipendenti del settore privato), il 2,8% in più rispetto al 2007, anno in cui le nuove adesioni hanno registrato una crescita del 43 per cento. I numeri indicano in modo chiaro che, esaurita la spinta della riforma che ha introdotto il meccanismo del silenzio assenso – in base al quale i dipendenti privati che entro il 30 giugno 2007 non hanno compiuto una scelta su dove far confluire la liquidazione maturanda ne hanno tacitamente disposto il conferimento irreversibile al fondo pensione di categoria – il ritmo delle adesioni è calato bruscamente. Nel dettaglio, le iscrizioni ai fondi negoziali – riservati alle rispettive categorie di dipendenti – sono aumentate del 2,07 per cento. Quelle ai fondi aperti – a cui possono accedere tutti – del 3 per cento. Molto meglio è andata la raccolta dei più costosi pip (piani individuali pensionistici di tipo assicurativo), cresciuta del 12 per cento. Ma nel complesso si è ancora lontani dal bacino complessivo che, considerando solo i dipendenti privati, coinvolge circa 12 milioni di soggetti.

Rendimenti. Non che l’andamento dei mercati abbia dato una mano alle adesioni. Il ribasso delle Borse nell’ultimo anno (Piazza Affari ha perso il 26%) ha schiacciato i rendimenti dei fondi. Nel 2007 i fondi di categoria hanno reso in media il 2,1% netto (contro il +3,8% del 2006 e il +7,5% del 2004) mentre gli aperti hanno chiuso con un ribasso dello 0,4 per cento. In ogni caso, chi ha lasciato il Tfr in azienda ha ottenuto una rivalutazione superiore, pari al 3,1% netto. Il quadro peggiora nel 2008. Nei primi sei mesi, il rendimento medio ponderato dei fondi negoziali si è ridotto del 3,75% (secondo i calcoli di Plus24), contro il +2,15% del Tfr che – essendo calcolato sommando un tasso fisso dell’1,5% al 75% del tasso di inflazione – si è rivelato, quest’anno più di altri, un rifugio sicuro contro il caro-vita, balzato ad agosto al 4% annuo.

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