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Mutui, gli importi ottenibili per fasce di reddito

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Si indebolisce il potere contrattuale delle famiglie alle prese con la richiesta di un mutuo. L’aumento dei tassi medi (sia fissi sia variabili) applicati sui prestiti per l’acquisto della casa – balzati a giugno al 5,85% secondo l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sui massimi dall’agosto 2002 – si traduce, a parità di reddito (e quindi di potere contrattuale) in una diminuzione dell’importo finanziabile.

Così, se nel novembre del 2005 con 600 euro al mese era possibile richiedere un prestito a 20 anni di 105mila euro e a 30 di 133mila, oggi non si spunta, a regola d’arte, una somma superiore a 84.800 euro (20 anni) e 101.800 (30 anni). In sostanza, gli ultimi scossoni sul fronte del credito hanno determinato una perdita del potere negoziale per una persona che vuole chiedere un mutuo con un reddito medio (circa 1.800 euro netti al mese) tra i 20 e i 30mila euro, di circa il 25 per cento. Non stupisce, allora, che nel primo semestre del 2008 l’importo medio delle erogazioni – secondo le rilevazioni dell’Osservatorio MutuiOnline.it – è sceso a 124mila euro rispetto ai 131mila di fine 2007. Mentre la domanda di mutui – in base al rapporto Afo financial outlook presentato oggi dall’Abi – dovrebbe rallentare nel 2008 e crescere del 4,9% a fronte del +8,7% del 2007.

La regola. Le somme erogate calano perché i tassi sono in rialzo e, allo stesso tempo, il principio con cui gli istituti di credito concedono un prestito non può, per ragioni di sostenibilità della rata, cambiare. Pur non essendo scritta, infatti, le banche tendono ad applicare la regola del 33 per cento: non concedono mutui la cui rata supera un terzo del reddito netto del richiedente/i. Ne consegue che in uno scenario di tassi rialzista (entro fine anno è previsto un nuovo ritocco all’insù di 25 punti base) le alternative sono due: chiedere una cifra inferiore o allungare la durata del mutuo.

Rata da 600 euro. Va però aggiunto che, aumentando la durata la quota interessi da pagare lievita in modo esponenziale. Ad esempio, ipotizzando un finanziamento ipotecario al tasso del 5,85%, i soggetti che non sono in grado di sostenere una rata superiore a 600 euro (il cui reddito netto si aggira, pertanto, sui 1.800 euro) se optano per una soluzione a 40 anni ottengono 26.350 euro in più in contanti rispetto a un prestito ventennale ma, in cambio, pagano interessi aggiuntivi per 117mila euro.

Rata da 800 euro. Con un reddito superiore, tale da potere sostenere una rata mensile da 800 euro, si può puntare fino a un finanziamento di 148.200 ripartito in un piano quarantennale dove, però, la quota interessi supera i 235mila euro.

Rata da 1.000 euro. Proporzioni simili per chi dispone di un budget famigliare che consente di onorare una rata mensile di 1.000 euro. Optando per la soluzione ventennale può spuntare 141.300 euro (con un monte interessi aggiuntivo di 98.730 euro). Raddoppiando la durata del finanziamento, gli interessi triplicano a 294.654 euro mentre il finanziamento ottenibile sale appena del 31% a 185.250 euro.

Mutuo che si può ottenere in relazione al reddito

Rata mensile sostenibile

Durata (anni)

20

25

30

40

600  

Importo ottenibile

84.800 

94.500 

101.800 

111.150 

Interessi passivi totali

59.252 

85.568 

114.401 

176.840 

800  

Importo ottenibile

113.050 

126.000 

135.600 

148.200 

Interessi passivi totali

78.991 

114.091 

152.385 

235.787 

1.000  

Importo ottenibile

141.300 

157.500 

169.500 

185.250 

Interessi passivi totali

98.730 

142.614 

190.481 

294.654 

Note: esempio su un mutuo a un tasso del 5,85% – Fonte: elaborazione 24 Minuti

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