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Banche, occhio ai tassi dopo il rialzo del costo del denaro

Dal 9 luglio chiedere in prestito denaro costerà di più. A partire da tale data, infatti, sarà operativa la manovra annunciata ieri dalla Banca centrale europea con cui i tassi di riferimento (quelli all’ingrosso, a cui l’istituto di Francoforte presta liquidità alle banche) sono stati alzati dal 4 al 4,25 per cento. Non vi è certezza, ma è probabile che questo rincaro ricadrà anche sui finanziamenti al dettaglio, quelli chiesti da imprese e cittadini alle banche.

Con ogni probabilità, quindi, c’è da aspettarsi che i tassi debitori (quelli pagati dal cliente alla banca) verranno ritoccati all’insù. In questo caso, la prima norma di liberalizzazioni dell’ex ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha stabilito che gli istituti devono comunicare la variazione 30 giorni prima dell’entrata in vigore delle nuove condizioni. A tutela del cliente, che può recedere senza spese entro 60 giorni, è previsto il principio della simmetria dei tassi. In poche parole: se la banca, a seguito di una manovra della Bce, aumenta i tassi debitori sugli impieghi deve aumentare anche quelli creditori sui depositi. Una norma che, a giudizio delle associazioni dei consumatori, finora è stata disattesa comportando un risparmio per gli istituti di credito, in termini di minori interessi pagati da giugno 2006, di 14 miliardi di euro (si veda tabella sopra a destra). Il consiglio per i correntisti? «Dopo l’ultimo rialzo della Bce ci aspettiamo che le banche si adeguino alla norma sulla simmetria – spiega Elio Lannutti, presidente di Adusbef -. Per questo i consumatori devono recarsi allo sportello e chiedere che il tasso sui depositi venga aumentato dello 0,25 per cento».

La norma

La legge numero 248/2006 – che ha convertito il primo decreto Bersani sulle liberalizzazioni – prevede che le banche devono comunicare ai clienti la “Proposta di modifica unilaterale del contratto” 30 giorni prima dell’eventuale applicazione delle nuove condizioni. Entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, il cliente che non voglia accettare le nuove condizioni contrattuali ha diritto di recedere senza spese dal contratto. Nel caso in cui le variazioni contrattuali riguardino i tassi di interesse e siano conseguenti a decisioni di politica monetaria (di regola conseguenti alla variazione dei tassi ufficiali da parte della Banca centrale europea), la legge impone che, qualora le banche decidano di modificare i tassi, debbano variare contestualmente sia quelli attivi (pagati dal cliente) e i tassi passivi (pagati al cliente).

Radiocor 24 Minuti