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Bonifici, assegni e investimenti: le nuove regole dal 30 giugno

Il prossimo 30 giugno è un giorno da ricordare per correntisti e investitori. A partire da questa data, infatti, sarà obbligatorio inserire il nuovo codice Iban (composto da 27 cifre) per effettuare un bonifico mentre il 30 giugno è anche il termine ultimo per compilare un questionario/intervista per poter continuare ad acquistare prodotti finanziari usufruendo del servizio di consulenza/collocamento dell’istituto. Inoltre, è bene ricordare che da fine mese l’attività di consulenza in materia di investimenti potrà essere svolta solo da intermediari abilitati e quindi dalle nascenti sim (società di intermediazione mobiliare) di consulenza.
Sono queste alcune delle novità introdotte dal mercato unico dei pagamenti Sepa (Single euro payments area) e dalla direttiva europea su intermediari e mercati finanziari Mifid (Markets in financial instruments directive). Fermo restando che, in tema di cambiamenti nel rapporto tra banca e cliente, va ricordato anche che dallo scorso 30 aprile è stato riformato il sistema di pagamento con assegni: da allora gli istituti di credito sono, infatti, tenuti a rilasciare assegni bancari e circolari muniti della clausola “non trasferibile”. Per tutti i libretti richiesti in forma libera il cliente è tenuto a pagare l’importo di 1,50 euro ad assegno a titolo di imposta di bollo. Ecco, in dettaglio, i nuovi adempimenti.

Conti correnti, arriva l’Iban. A partire dal 30 giugno tutti i bonifici effettuati (nazionali e internazionali) dovranno essere accompagnati dall’Iban (International bank account number): un codice adottato dai 31 Stati che hanno aderito al mercato unico dei pagamenti Sepa, nato con l’obiettivo di velocizzare le transazioni interbancarie. Ne fanno parte i 15 membri dell’Unione monetaria che hanno adottato l’euro, i 12 Stati della Ue che utilizzano una divisa diversa ma che effettuano pagamenti in euro e, in aggiunta, Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Il nuovo codice è un’integrazione delle tradizionali coordinate bancarie (codice Abi e Cab e il numero di conto corrente). È composto da 27 cifre alfanumeriche: le prime due lettere rappresentano il Paese (It per l’Italia); le seguenti due cifre sono di controllo (Cin Eur); segue il codice Bban nazionale, composto da Cin, Abi, Cab e numero di conto. Avendo a disposizione numero di conto corrente, Abi, Cab e codice paese, è possibile calcolare sia il Cin che il codice di controllo, con modalità molto simili a quelle usate per il calcolo dell’ultimo carattere del codice fiscale. Molti programmi gestionali prevedono già delle procedure per calcolare i due dati. In ogni caso, questi possono anche essere ricavati dagli estratti conto che la banca o la posta inviano periodicamente ai clienti. Il maggiore sforzo richiesto sarà premiato: pagare l’affitto della casa del figlio che studia in Irlanda o la bolletta di luce e gas a un’azienda estera sarà più semplice ed economico, come se si trattasse di un pagamento nazionale. Per pagamenti o incassi senza questo codice, dal 30 giugno compreso, è prevista una penale interbancaria (circa 3-4 euro).

Deposito titoli, prima il questionario. Per poter continuare a usufruire dei servizi bancari di investimento, sia in agenzia che online, è indispensabile recarsi, entro il 30 giugno, nella propria agenzia e svolgere gli adempimenti previsti dalla normativa Mifid, tra cui, effettuare un’intervista per definire il proprio profilo finanziario e firmare la versione aggiornata del contratto deposito titoli senza i quali dal 1° luglio non sarà possibile acquistare prodotti di investimento. La Mifid prevede, infatti, che il cliente sia identificato sulla base di tre profili (al dettaglio, professionale o come controparte qualificata) e che gli istituti adeguino i contratti di deposito titoli entro il 30 giugno. «L’integrazione contrattuale riguarda solo i clienti che vogliono servirsi del servizio di collocamento o di quello di consulenza – spiega un responsabile di Finecobank -. Se un cliente vuole operare in execution only (senza ricevere una consulenza dell’intermediario che si limita, quindi, a eseguire gli ordini, ndr) può continuare a farlo senza inviare nulla». Quanto all’adeguamento dei contratti per i servizi di investimento con i clienti retail, l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, ha inviato agli istituti una circolare contenente dei principi guida. «L’obiettivo – spiega Massimo Roccia, direttore centrale dell’Abi – è consentire ai clienti una chiara lettura dei contenuti tale da poter utilizzare i modelli precontrattuali anche a titolo di confronto con le proposte di altre banche».

Consulenza. Dal 30 giugno, inoltre, l’attività di consulenza in materia di investimenti potrà essere svolta solo da intermediari abilitati e quindi dalle nascenti sim di consulenza oppure dai cosiddetti consulenti indipendenti, ossia persone fisiche iscritte in un apposito albo (che deve essere ancora costituito). Chi vuole essere iscritto di diritto al nascente albo ha tempo di dimostrare l’attività fino al 30 dicembre. Per svolgere l’attività di consulenza saranno richiesti alcuni requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza.

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