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Cina, trema anche la Borsa

Il violento terremoto che ieri ha colpito il cuore della Cina ha scosso anche i mercati azionari dell’area. Questa mattina, l’indice principale della Borsa di Shanghai è arretrato del 2,51% mentre i prezzi dei titoli quotati a Shenzhen sono scesi, in media, dell’1,64 per cento. Si tratta, però, di dati parziali perché, a causa del terremoto, sono state sospese 66 quotazioni. Si tratta della maggiore numero di sospensioni registrato nei 18 anni di storia del mercati azionari cinesi. Nel dettaglio, sul listino di Shanghai sono state escluse dalle contrattazioni 45 società con sede sia nella regione del Sichuan, la zona più interessata dal sisma, che nella vicina municipalità di Chongqing. A Shenzhen, sono stati bloccati 21 titoli. Tra questi si segnalano in particolare quelli di aziende attive nei settori delle infrastrutture, dei trasporti e dell’energia elettrica. Alla base dello stop c’è l’impossibilità di avere contatti con le imprese in questione.

Chi sale. Tra le società scambiate, invece, si segnalano spunti a corrente alternata, con il settore del cemento a giocare la parte del leone sulle attese di un aumento della domanda di costruzioni. Il balzo maggiore è stato messo a segno da Hebei Taihang cement (+10,09%) seguito da Asia cement, quotata nella vicina Taiwan (+6,96%) e da Shun Ho technology holdings il cui prezzo, nel mercato di Hong Kong, ha registrato un’accelerazione del 6,8 per cento. Bene anche Sino land (+3,49%).

Chi scende. Al contrario, sono caduti i titoli del comparto assicurativo, in particolare quelli ancorati al settore immobiliare. Tra le peggiori performance si registrano quelle di Pacific securities (-6,48%) e China Life insurance (-4,73%). Male anche i titoli energetici dato che nel Sichuan è localizzato circa il 40% delle riserve di gas naturale della Cina. I big PetroChina (-2,63%) e China petroleum (-2,32%) hanno chiuso la seduta in affanno. Si temono, inoltre, ripercussioni sul fronte dei prezzi dei prodotti agricoli e sull’inflazione su scala nazionale.

In Italia. I tre Etf (fondi passivi) cinesi quotati in Italia viaggiano a metà seduta in terreno positivo con rialzi tra il 2 e il 3 per cento. Questi panieri, infatti, replicano l’andamento dei titoli cinesi quotati a Hong Kong, che ha chiuso in rialzo dell’1,95% trascinato da Hsbc e China mobile.

I titoli più coinvolti dopo il sisma
Chi sale…
Borsa Var. %
Hebei Taihang cement Shanghai 10,09
Asia cement Taiwan 6,96
Shun Ho Tech. Holdings Hong Kong 6,8
Lucky cement Taiwan 5,36
Anhui Conch cement Hong Kong 5,28
Universal cement Taiwan 4,28
Chia Hsin cement Taiwan 4,03
Goldsun Dev. & construction Taiwan 3,73
Sino land Hong Kong 3,49
Taiwan cement Taiwan 3,27
Southeast cement Taiwan 2,9
Chi scende…
The Pacific securities Shanghai -6,48
Beijing urban construction Shanghai -6,27
Guoyuan securities Shenzen -5,76
Hong Yuan securities Shenzen -4,8
China Life insurance Shanghai -4,73
China Citik bank Shanghai -2,95
Petrocina Shanghai -2,63
China petroleum Shanghai -2,32
Sinopec Shanghai petrochemical Shanghai -1,72
Fondi cinesi (passivi) a Piazza Affari
Deusche Bank Ftse/Xinhua China 25 Etf Milano 2,26
Lyxor Etf China Milano 2,57
Ishares Ftse/Xinhua China 25 Milano 3
Fonte: elaborazione 24 Minuti

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