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Quegli Etf che scottano

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Gli Etf, i fondi passivi che replicano l’andamento di un indice o un paniere di titoli, stanno conquistando via via il popolo dei risparmiatori italiani. E con merito, considerato che prevedono commissioni sensibilmente più basse rispetto a quelle dei fondi a gestioni attiva. Si va dallo 0,30% degli Etf obbligazionari allo 0,85% di quelli pesati nei titoli dei Paesi emergenti.

La domanda cresce, sospinta anche da un’offerta ricca e variegata. Solo nell’ultimo mese sono sbarcati a Piazza Affari oltre 20 replicanti, pesati in sottoinsiemi differenti. Ad alcuni etf short, quelli che scommettono sui ribassi di un indice si aggiungono Etf che ricalcano l’andamento di panieri di società che investono in energia pulita, private equity, infrastrutture. 

A distanza di un mese, però, il bilancio non è per tutti positivo.

Alcuni, infatti, sono partiti con il freno tirato. È il caso, ad esempio, dei cinque Etf short collocati da Deutsche bank a fine marzo. Il termine “short” indica che si tratta di strumenti che scommettono sui ribassi dei mercati, ovvero salgono quando le Borse scendono e viceversa. A distanza di un mese, il mini-bilancio che si può tracciare è negativo: il peggiore è quello che replica al contrario l’andamento dell’indice energetico Dj Stoxx 600 oil&gas (-11,6%%); male anche gli strumenti che puntano su una discesa dei titoli bancari (-6,7%), dei titoli tecnologici (-5,5%) e del comparto tlc (-3,5%). Allo stesso tempo si registrano performance sottotono per il nuovo Etf pesato sull’azionario in Vietnam (-2%) e quello di Barclays che ricalca l’andamento dell’indice Msci Europe.

Segnali che invitano a riflettere sull’importanza del market timing, ovvero del momento in cui si decide di acquistare uno strumento finanziario. E fanno sorgere il dubbio che gli emittenti, quando collocano prodotti sul mercato, non sempre scelgano il momento migliore.

In effetti il timing del collocamento di un etf non è detto che sia sempre quello ideale.  Per due motivi:

1) L’iter autorizzativo dei fondi prevede delle tempistiche che possono variare da uno a due mesi a seconda del prodotto il che può creare qualche sfasatura sul momento scelto per il collocamento;

2) Gli emittenti tendono a privilegiare una strategia di ampia gamma per cercare di coprire al massimo le aree settoriali e geografiche dei mercati. Non è un caso, quindi, che le quotazioni degli Etf avvengono spesso “a gruppi” in un unico giorno, una strategia che consente di ridurre i tempi autorizzativi e, in alcuni casi, di risparmiare sui costi di lancio. Collocando nello stesso giorno prodotti differenti, però, non è detto che per tutti i comparti "replicati" sia contemporanemaente il momento più propizio industrialmente e finanziariamente.

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  • Francesco F. |

    Ben vengano gli etf con tutti i loro limiti sul nostro anemico mercato con la speranza che rischiarino la selva oscura del risparmio gestito dove vagano tanti risparmiatori,la cosa che mi impressiona Vito e che su questo promettente mercato le banche italiane sono completamente assenti!!!!!!!!!!
    Ciao Francesco

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