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Come proteggersi dall’inflazione

Inflationeuro
Investire in titoli a tasso variabile per restare al riparo dalle fluttuazioni del costo della vita, del costo del denaro, di valute e materie prime. È possibile attraverso vari strumenti finanziari oggi a disposizione dei piccoli risparmiatori. Tra questi è in crescita l’appeal per le obbligazioni che proteggono dall’aumento dell’inflazione. E non è un caso, visto che a marzo l’indice dei prezzi al consumo è balzato del 3,5% in Europa, del 3,3% in Italia (massimi dal 1996). Questo spiega perché nelle aste di fine marzo la domanda di BTp-i (Buoni del Tesoro poliennali indicizzati), ha superato di oltre due volte la quantità assegnata.

I titoli anti-inflazione. A differenza di altri titoli a remunerazione variabile – come ad esempio i Certficati del Tesoro, il cui rendimento è legato all’andamento dei tassi dei BoT (Buoni ordinari del Tesoro) – i BTp-i riflettono le oscillazioni del tasso di inflazione. Nel dettaglio, sia il capitale rimborsato a scadenza sia le cedole pagate semestralmente sono rivalutati sulla base dell’inflazione dell’area Euro, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Iapc) con esclusione del tabacco. Il meccanismo di indicizzazione consente di recuperare la perdita del potere di acquisto realizzatasi nel corso della vita del titolo. In caso di deflazione viene comunque rimborsato il capitale nominale. «È un buon investimento per diversificare il portafoglio – spiega Elena Beccaria, gestore di Banca Sella -. In particolare nello scenario attuale che proietta l’inflazione su livelli superiori al 2% a causa della potenziale minor spinta deflattiva delle aree emergenti».

Il rischio. C’è però un fattore aleatorio dato che questi titoli sono legati all’inflazione europea e non a quella italiana. Anche se negli ultimi due anni agli investitori italiani è andata bene perche i prezzi sono cresciuti di più in Europa.

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