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Caro-mutui, pagano gli immigrati

Mortage3
L’onda lunga della crisi subprime è arrivata in Italia e, al momento, si riflette in un atteggiamento più rigoroso degli istituti di credito nel concedere prestiti. In particolare, se si tratta di immigrati. Secondo l’ultimo rapporto di Scenari Immobiliari, pubblicato oggi sul Sole 24-Ore,  nel 2008 gli acquisti di case da parte degli stranieri diminuiranno dell’11,1 per cento. Un dato in netta controtenenza rispetto al +3% del 2007 e, ancor più, il +12,9% del 2006.

Questo anche perché, quando si tratta di immigrati, le banche chiedono in media più garanzie. Come dimostrano queste testimonianze raccolte in questo articolo del Sole 24-Ore del lunedì.

Un percorso a ostacoli, che a volte si conclude con un nulla di fatto, o che porta molto lontano dallo sportello bancario presso cui la ricerca ha avuto inizio. E’ questa la condizione in cui spesso si trovano, in Italia, gli immigrati alle prese con la richiesta di un mutuo. Le testimonianze raccolte dal Sole 24-Ore del lunedì evidenziano, infatti, una forte diffidenza da parte degli istituti di credito a concedere un finanziamento ipotecario agli stranieri. Una categoria a cui, per ottenere un prestito, spesso non basta esibire in garanzia un regolare contratto di assunzione a tempo indeterminato. Il quadro non migliora nemmeno se si può contare anche sul reddito del coniuge, dimostrando quindi di essere in grado di generare un flusso mensile di entrate superiore ai 2.500 euro. E’ il caso di Sasha, ingegnere bosniaco di 39 anni trasferitosi in Italia nel 1995. Due banche gli hanno chiuso la porta liquidando in pochi minuti un’istruttoria mai cominciata. La sua pratica non è stata presa in considerazione nonostante la rata del prestito risultasse inferiore a un terzo del budget famigliare, un requisito generalmente richiesto dalle banche. “Dopo due rifiuti mi sono rivolto a una società di intermediazione finanziaria, che a sua volta ha contattato un istituto(Gemoney, ndr), che mi ha concesso l’importo di cui avevo bisogno – spiega Sasha -. E avrei potuto chiedere anche di più. Per questo servizio, però, ho dovuto pagare 5mila euro”. Ci sono poi casi in cui viene chiesta la garanzia aggiuntiva di un fideiussore giovane che si impegni a rimborsare le rate in caso di mancato pagamento dei mutuatari. E’ questa la storia di Sly, medico cardiologo 39enne di Sarajevo, in Italia dal 1993: “Io e mia moglie (pediatra, ndr) abbiamo avuto problemi a ottenere il mutuo attraverso le vie tradizionali -. Allora abbiamo provato a contattare dei mediatori creditizi. Ci siamo imbattuti in alcuni agenti che chiedevano, solo per il primo incontro, un versamento di 1.500 euro. Dopo una serie di peripezie, un conoscente ci ha messo in contatto con la sua banca e solo così ci è stato assicurato il finanziamento”. A coloro che, in un modo o nell’altro sono riusciti a stipulare un mutuo, si aggiungono racconti di immigrati che, invece, vi hanno rinunciato. E’ il caso di un cittadino dello Sri Lanka(che preferisce mantenere l’anonimato), trasferitosi da 15 anni in Italia e oggi alla guida di una cooperativa multiservizi. Ha chiesto un prestito ipotecario alla Banca Monte dei Paschi di Siena, l’istituto presso cui ha aperto un conto corrente. Tuttavia, nonostante anche sua moglie sia assunta a tempo indeterminato, la domanda non è andata a buon fine. “La banca ha preteso un garante – confida -. Ho trovato un collega ma mi è stato detto che non era sufficiente. A quel punto ho abbandonato la ricerca. E ho deciso di restare in affitto”.

Intanto, considerate le difficoltà di questa categorie ad addentrarsi nel vasto e complesso universo dei mutui, l’Asppi, dall’Associazione sindacale dei piccoli proprietari immobiliari, ha realizzato una guida multilingue, scaricabile online qui

  • Vito Lops |

    Premesso che il caso che citi è una situazione limite e (ahinoi) non isolata, rispondo al tuo commento riportandoti una dichiarazione che di Cesare Bordolini, responsabile del progetto nuovi cittadini dell’Asppi (l’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari) e curatore della guida Asppi che spiega agli immigrati i passaggi che riguardano l’acquisto della casa.
    Bordolini dice: “Gli stranieri, in media, sono più puntuali nei pagamenti dei cittadini residenti proprio perché, partendo da una condizione di difficoltà che in alcuni casi viene percepita come trattamento impari e di inferiorità, cercano di superare la condizione di svantaggio in cui si trovano”.

  • Alessandro |

    E meno male che ci sono queste restrizioni. Dei 5 proprietari extracomunitari che vivono nel nostro condominio 3 pagano il mutuo perchè la banca preleva direttamente dalla loro busta paga l’importo della rata, ma questi signori si ritrovano a non pagare le spese condominiali perchè a detta loro non sono in grado di farlo. L’avvocato assunto dall’amministratore è riuscito a far pignorare parte degli stipendi, ma è poca cosa in quanto la banca è interessata a tenerli lì il più possibile per avere indietro la cifra concessa.
    Per evitare queste situazioni basterebbe che i permessi di soggiorno fossero rilasciati solo a che ha lavoro e casa (trovatagli dal loro titolare) cioè a chi è in grado di mantenersi decorosamente. Altro che ricongiugimenti familiari facili, utilizzo del sistema sanitario e sociale e quant’altro. In Svizzera (sono stato anch’io emigrante lì) la cosa funziona e consente di avere una percentuale anche maggiore di lavoratori extracomunitari.
    Qui in Italia, invece, si aspetta sempre che le cose si aggiustino da sole. Qui al Nord sta cominciando a tirare una brutta aria e la tentazione di farsi giustizia da sè è in crescita.

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